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Concluso il processo scaturito dalla querela
dei giornalisti della Rai
Santoro contro Sironi: condannata l’ex sindaco
Ritenute diffamatorie le lettere sulla trasmissione «Sciuscià»
di Luigi Grimaldi
L'Arena - IL GIORNALE DI VERONA
13 Luglio 2004
... sul caso Marsiglia, andata in onda su RaiDue il 23 gennaio 2001. E l’ha fatto dopo la discussione tra le parti, iniziata alle 9,30 e finita poco dopo mezzogiorno. In aula, oltre all’ex sindaco, anche Michele Santoro, neo europarlamentare, e Sandro Ruotolo, firmatari della querela contro Michela Sironi insieme con Riccardo Iacona e Stefano Maria Bianchi.
Poi, alle 14, il verdetto. Michela Sironi è stata ritenuta colpevole del reato di diffamazione a mezzo stampa per le lettere spedite al presidente dell’Ordine dei giornalisti del Veneto, al Vescovo di Verona, ai parlamentari e ai consiglieri regionali, provinciali e comunali veronesi. È stata assolta solo per la lettera inviata alla commissione di vigilanza della Rai e divulgata dall’agenzia Ansa il 25 gennaio 2001. Oltre agli 800 euro di multa, è stata condannata a risarcire i danni ai quattro giornalisti che saranno quantificati in un’eventuale causa civile, a versare, a titolo di riparazione, mille euro a testa alle parti civili e pagare 3940 euro a Ruotolo, Iacona e Bianchi e altrettanti a Santoro per le spese legali sostenute. La sentenza non sarà riportata sul certificato penale. Nella precedente udienza, il pubblico ministero Rosario Basile, ieri sostituito da Roberto Villa, aveva chiesto la condanna a 900 euro di multa.
Il giudice Bertezzolo si è riservato di depositare le motivazioni che lo hanno convinto a emettere la sentenza che ha profondamente turbato Michela Sironi. L’ex sindaco, alla fine dell’udienza, si è consultata con i suoi avvocati Tiburzio De Zuani e Federica Severino. E, quando conosceranno i motivi del verdetto, decideranno se presentare ricorso in appello.
Michele Santoro è rimasto soddisfatto, ma non ha usato toni trionfalistici. La posizione sua e dei suoi colleghi è sempre stata orientata a cercare una soluzione. In presenza di scuse pubbliche, avrebbero ritirato la querela, anche dopo aver ottenuto a Roma la soddisfazione di aver visto rigettare l’atto di citazione al giudice civile promosso contro loro e la Rai dal Comune di Verona. In quell’occasione, il municipio (di fatto tutti i cittadini di Verona) era stato condannato a pagare anche le spese della costituzione in giudizio promossa per tutelare l’immagine della città e ritenuta totalmente infondata. La puntata di Sciuscià, dal titolo «I bugiardi», fu accusata di aver presentato una realtà distorta della vicenda del professor Luis Ignacio Marsiglia, il docente di religione trasferito dal liceo Maffei e che denunciò una falsa aggressione subita perché era ebreo.
«È una buona sentenza, equilibrata», ha commentato Santoro, «e completa quanto aveva già sancito il giudice a Roma. Questo vuol dire che Sciuscià si espresse attravserso un linguaggio corretto e si ispirò ai principi della libertà d’informazione». Il giornalista ha voluto sottolineare che i suoi colleghi svolsero «un ottimo lavoro». «Io proposi al sindaco Sironi», ha ricordato, «di rivedere insieme quel filmato e di commentarlo pubblicamente, per proseguire il dibattito sulla vicenda del professor Marsiglia. Lei però reagì come avete visto».
«Non torno indietro e non vedo per quale motivo dovrei farlo», ha spiegato l’ex sindaco, escludendo qualsiasi possibilità che lei possa porgere le sue scuse ai quattro giornalisti. Tecnicamente, la querela potrebbe essere ritirata in sede d’appello e così la condanna sarebbe cancellata. «Non sono cose belle», ha aggiunto Michela Sironi, «e sono molto stanca moralmente. Ma ho la coscienza serena, a posto, perché ho difeso la città e i cittadini di Verona».
Ultima domanda all’ex sindaco. Come si pose verso i cittadini che invece condivisero i temi trattati nella trasmissione di Santoro? Risposta: «Io ho difeso la stragrande maggioranza dei veronesi che si sentirono offesi perché quel servizio fece male alla nostra città e ai suoi abitanti».
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