L’incredibile storia di Vincenzo Scarantino. pt. 1



Vincenzo Scarantino è stato assolto in appello dal Tribunale di Torino dall’accusa  di violenza sessuale. La procura del capoluogo piemontese riteneva che l’uomo avesse abusato, nel novembre del 2013, di una donna ospite di una comunità in cui all’epoca stava lavorando. Scarantino si autoaccusò della strage di via D’Amelio, a Palermo, in cui morì il giudice Paolo Borsellino. Per la vicenda torinese fu arrestato fra il 30 e il 31 gennaio 2014 dopo avere reso un’intervista al programma ‘Servizio Pubblico’ di Michele Santoro. La sentenza di oggi conferma “perché il fatto non costituisce reato” quella pronunciata dal tribunale il 24 aprile del 2015. “Sono soddisfatto – afferma il suo difensore, l’avvocato Gianluca Orlando -. Per lui questo è l’ultimo procedimento pendente. Ha già pagato abbastanza passando 15 anni in galera da innocente”.

Scarantino è un picciotto di borgata quando nel 1992 viene arrestato per la strage di via D’Amelio. Dopo un anno di carcere duro a Pianosa, decide di collaborare spiegando per filo e per segno come e perché sia stato organizzato l’omicidio Borsellino. La sua testimonianza ha sancito ergastoli e scritto una delle pagine più buie della storia del nostro Paese, quando, a sorpresa, decide di ritrattare tutto puntando il dito contro poliziotti e magistrati che, a suo dire, lo avrebbero costretto a testimoniare ciò che non aveva mai fatto, visto o sentito. Scarantino – nell’intervista esclusiva di Dina Lauricella – racconta in video per la prima volta di come un gruppo di poliziotti lo facesse studiare, lo preparasse agli interrogatori. “Le sere prima mi leggevano tutto e io dovevo memorizzare tutto quello che sentivo”.
Vincenzo Scarantino è stato arrestato alla conclusione della puntata del gennaio 2014 di Servizio Pubblico “Lo Stato Criminale”: l’accusa era violenza sessuale ai danni di un’ospite della comunità presso cui servizio come operatore. Nei giorni successivi all’arresto dichiarò: “Hanno creato il mostro di via d’Amelio e vogliono creare il mostro della violenza sessuale. Il 24 aprile 2015 è stato assolto, perché il giudice ha ritenuto che la ragazza fosse consenziente.