Diaz: la notte del sangue nel Paese della tortura. Parte prima



È arrivata una nuova condanna per i responsabili delle violenze alla scuola Diaz nell’ambito del G8 di Genova del luglio 2001: 27 fra poliziotti e alti dirigenti sono stati condannati dalla Corte dei Conti a risarcire 2,8 milioni di danno erariale. Ad essere risarciti saranno i ministeri dell’Interno e della Giustizia per le spese legali sostenute nei tre gradi di giudizio, gli avvocati che hanno prestato patrocinio gratuito alla parte civili e le decine di manifestanti massacrati di botte e detenuti sulla base di prove artatamente costruite. Un’ulteriore condanna da cinque milioni per il danno d’immagine dovrà essere valutata il 22 maggio dalla Corte Costituzionale, come riporta La Repubblica.

Sui fatti della Diaz si era espressa una prima volta la Corte europea dei diritti dell’uomo, a seguito del ricorso del 75enne vicentino Arnaldo Cestaro, con una sentenza che condannava lo Stato italiano anche per l’assenza di una legislazione adeguata a punire il reato di tortura decretando che “ciò che è avvenuto alla Diaz deve essere qualificato come tortura”.
Una nuova pronuncia della Corte nel giugno 2017 aveva condannato ancora una volta l’Italia per gli atti di tortura perpetrati dalle forze dell’ordine nella notte tra il 20 e 21 luglio 2001 ai danni di diverse persone e  per non aver punito in modo adeguato i responsabili di quanto accaduto a Genova.
“Ciò che successe alla scuola Diaz di Genova dev’essere qualificato come tortura”. È quanto ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo riguardi ai fatti accaduti durante il G8 del 2001. La condanna è arrivata dopo il ricorso del 75enne vicentino Arnaldo Cestaro che ha portato alla sentenza che condanna lo Stato italiano. Anche per l’assenza di una legislazione adeguata a punire il reato di tortura.

Il racconto del G8

Ma cosa successe in quei giorni a Genova? Dalla mattina del 20 luglio, quando Genova scoprì i black bloc, la frangia violenta che metterà a ferro e fuoco la città assaltando anche il carcere di Marassi, alle cariche contro il corteo pacifico delle Tute Bianche, fino alla tristemente celebre irruzione nella scuola Diaz, teatro delle torture, nella notte di sabato 21 luglio.

Rivedi la seconda parte del racconto.