Migranti, perquisita la nave di Save the Children a Catania



Si continua a scavare sui rapporti tra le Ong e i trafficanti nelle operazioni di recupero dei migranti provenienti dalle coste libiche. In queste ore nel porto di Catania è perquisita la nave Vos Hestia di Save the Children. Il decreto di perquisizione fa seguito alle indagini aperte dal tribunale di Trapani che ad agosto avevano già portato al sequestro della Iuventa, della Ong tedesca Jugend Rettet. Sequestro che è stato confermato dal tribunale del riesame. Per la Procura le Ong avrebbero avuto stretti contatti con i trafficanti libici di esseri umani, agevolandoli nel trasporto dei migranti.

Save the Children Catania: si allargano le indagini

Come riporta la stampa locale, gli investigatori del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, della Squadra Mobile di Trapani e del Nucleo Speciale d’intervento del Comando generale della Guardia Costiera sono alla ricerca di documenti e contatti inerenti al reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La perquisizione del personale e dell’imbarcazione è a firma del sostituto procuratore della Repubblica Andrea Tarondo. L’inchiesta è partita da alcune dichiarazioni di agenti sotto copertura a bordo delle navi delle Ong, e ipotizza contatti fra i soccorritori e gli scafisti. Un sistema di soccorso in mare che di fatto condurrebbe al reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Già nelle carte di sequestro della Iuventa compariva più volte il nome della Vos Hestia. Le due navi, infatti, erano a stretto contatto ed operavano insieme nel trasbordo dei migranti. Il comandante della Vos Hestia, Marco Amato, nei mesi scorsi è stato raggiunto da un avviso di proroga delle indagini. Amato è indagato per non aver comunicato all’autorità giudiziaria il possesso di droga da parte di alcuni migranti. Droga che fu gettata in mare per ordine dello stesso comandante.

Save the Children Catania: la nota dell’Ong

La perquisizione sulla nave Vos Hestia “è relativa alla ricerca di materiali per reati che, allo stato attuale, non riguardano Save the Children”. La documentazione oggetto della ricerca “come si evince dallo stesso decreto di perquisizione” è “relativa a presunte condotte illecite commesse da terze persone”. E’ quanto afferma Save the Children.