La storia di Alagiee Bobb



La notte del 10 novembre 2017 Alagiee Bobb, un richiedente asilo gambiano di 19 anni, dà fuoco ad un lenzuolo della sua stanza per protesta. Non è la prima volta che il ragazzo protesta e “da problemi” all’interno del centro. Bobb lamenta di non essere mai stato curato, nonostante le ripetute richieste, per le ferite e lesioni che riportava in seguito alla sua detenzione in Libia, aggravatesi con il lavoro nei campi. Lamenta inoltre che sia rimasta inascoltata la sua richiesta di rimpatrio in Gambia (a suo dire nessun italiano del centro parlava le lingue straniere ed era in grado di comunicare con loro), e racconta: “il dolore era diventato insopportabile, non riuscivo a dormire la notte, pensavo di essere vicino alla morte e chiedevo solo di poter tornare in Gambia tra le braccia di mia madre”.

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Alagiee Bobb, la storia del migrante ferito a Caserta

Quella notte, a seguito della protesta, arriva sul posto il proprietario del centro, Carmine Della Gatta, che estrae una pistola con cui (secondo l’ordinanza del Gip) colpisce alla fronte Bobb, che cade a terra, e successivamente esplode due colpi in direzione del volto del ragazzo, uno entra dalla bocca e si conficca a pochi millimetri dal midollo spinale, non è estraibile ma non ha compromesso gli organi vitali. Il ragazzo perde molto sangue, perde i denti e ha la mascella distrutta, in seguito sarà sottoposto ad un’operazione maxillo-facciale al Cardarelli di Napoli. Oggi è ospite di uno Sprar.