Come B. più di B.



Come B. più di B. Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef e candidato del Movimento 5 Stelle come capolista nel collegio Lazio 2 del Senato ha inviato un esposto all’Agcom in riferimento alla seconda puntata di M di Michele Santoro del 18 gennaio 2018 dal nome “La banda degli onesti”. L’esposto ricalca nello stile le iniziative prese da Silvio Berlusconi ai tempi dell’editto bulgaro. Pubblichiamo integralmente il contenuto del documento per una vostra valutazione.

LEGGI > L’esposto di Elio Lannutti all’Agcom: il documento

Riportiamo, inoltre, le controdeduzioni della nostra testata inviate alla Rai e, di seguito, i contenuti della puntata oggetto dell’esposto di Lanutti, per un vostro giudizio.

 

Il Signor Elio Lannutti è Presidente dell’ADUSBEF ma anche candidato del Movimento 5 Stelle come capolista nel collegio Lazio 2 del Senato. La sua reazione appare quindi fondata piuttosto sulla passione politica che su un’analisi di ciò che è effettivamente andato in onda.

In primo luogo il diritto di replica e il pluralismo sono stati pienamente rispettati. Tutti i servizi citati sono stati trasmessi in modo che la sindaca di Roma, Virginia Raggi, collegata in diretta, potesse commentare liberamente ogni loro singolo aspetto.

In secondo luogo, come è evidente dalla registrazione, non è assolutamente vero che Sonny Olumati sia stato spacciato come lavamacchine, tantomeno dal conduttore. Sonny ha partecipato ad ogni puntata del programma non come ospite occasionale ma facendo parte del “gruppo giovani”; e non si capisce per quale motivo le sue presenze in altri programmi e il suo curriculum dovessero costituire un impedimento a questo.

A dargli la parola non è stato Michele Santoro ma Sara Rosati, che conduceva lo “spazio giovani”, e lo ha fatto senza attribuirgli alcuna etichetta: “Si è parlato ovviamente molto della giunta della Raggi. Ma sentiamo anche i nostri ragazzi. Sonny…”.

Sonny non ha pronunciato alcuna dichiarazione di voto, visto che non può esercitare questo diritto,  né ha fatto affermazioni assimilabili a una dichiarazione di voto.

In ogni caso, essendo “M” un programma ricondotto alla responsabilità di una Testata Giornalistica, in astratto l’espressione di una opinione politica non configura una violazione se opportunamente bilanciata. Tanto più che in questo caso non si trattava di un’opinione ma di una domanda rivolta alla Raggi, a cui la sindaca ha potuto rispondere tranquillamente. E, per la precisione, la domanda era: “Se io sono a Roma e porto la macchina a lavare e la persona che si prende cura di fare questo servizio mi dice: – ok ci penso io -. Se io un’ora dopo torno lì e la macchina è ancora sporca e la persona mi dice: – e vabbè ma era troppo sporca -, io da romano gli rispondo: – ma è il lavoro tuo, mica il mio!-. Cioè è semplicemente questa la questione. Cosa vogliamo fare?[…]”.

Nell’esposto si dice che ci sono foto di Sonny con esponenti politici. E’ vero, ma in ragione della battaglia che conduce sullo “ius soli”; e non mancano nel suo “album Facebook” foto di Sonny con esponenti del Movimento 5 Stelle.

Infine precisiamo che nessun romano è stato portato in giro per la città; nei servizi si vedono esclusivamente abitanti dei quartieri che descrivono lo stato dei luoghi delle zone in cui effettivamente vivono. Ad essi l’assessore all’Ambiente non ha potuto replicare perché il suo intervento era registrato; d’altra parte, anche i cittadini non hanno potuto replicare all’assessore perché erano registrati. A rappresentare il Comune in diretta c’era Virginia Raggi e “ubi maior minor cessat”. Il resto sono affermazioni politiche e critiche non circostanziate. Agli insulti replicheremo nelle sedi opportune.

I contenuti oggetto dell’esposto

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