Sparatoria di Macerata, sei anni dopo Samb e Diop: “Colpa dei politici che seminano odio”



Sparatoria di Macerata, sei anni e un mese dopo la strage di Firenze in cui morirono Samb e Diop. “Pensavamo che cose simili non sarebbero capitate mai più”, chi parla è Mamadou Sall, segretario generale dell’associazione senegalesi di Firenze.  Operaio in un’azienda di materiali plastici, Mamadou ha vissuto da vicino l‘attacco del 2011 agli ambulanti di colore, da parte di Gianluca Casseri, cinquantenne vicino all’estrema destra. Quel giorno Casseri ne uccise due e ne ferì altrettanti dopo una caccia al nero sparando nel mucchio a piazza Dalmazia. “I fatti di Macerata mi hanno riportato alla memoria l’episodio del 13 dicembre 2011, quando un razzista appartenente al gruppo di  CasaPound uccise Modou Samb e Mor Diop. Pensavamo – continua- che fatti del genere non sarebbero capitati mai più”.

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L’attacco di Macerata: “Colpa dei politici che seminano odio”

“Dopo quell’episodio noi, come comunità straniera, abbiamo ricevuto il sostegno del popolo italiano e soprattutto dei fiorentini. Per questo pensavamo che episodi simili non sarebbero capitati mai più. Ma negli ultimi tempi in Italia è aumentato l’odio  verso gli stranieri. Credo che sia tutta colpa dei politici che continuano a seminare  l’odio tra poveri e ricchi, tra sud e nord, stranieri e italiani. Noi vogliamo  una convivenza civile  tra tutti i cittadini al di là del colore della pelle o del credo religioso, e condanniamo  i fatti di Macerata avendo piena fiducia nella giustizia italiana. Il nostro pensiero va alla ragazza uccisa e ai  ragazzi stranieri feriti”.

La storia di Samb e Diop

Il 13 dicembre 2011 alle 12.30, a Piazza Dalmazia, due senegalesi, Samb Modou e Diop Mor, vengono uccisi a colpi di pistola da Gianluca Casseri, 50enne esponente dell’estrema destra italiana e simpatizzante di CasaPound. Casseri nel suo folle piano omicida ferisce poi Moustapha Dieng alla schiena e alla gola, spara a Sougou Mor, ferito grave, e un un altro ragazzo, Mbenghe Cheike, salvo per miracolo. Parte la caccia all’uomo, Casseri scappa, si rifugia vicino al Mercato Centrale ma braccato dalle forze dell’ordine si suicida. Nei giorni successivi alla tragedia furono migliaia le persone scese in piazza nel capoluogo toscano per ricordare i due ragazzi uccisi, e chiedere maggiori diritti per i migranti e leggi più dure per chi istiga all’odio razziale.