Quel governo M5S-Pd mai nato: la proposta del 2013



“Senza una moglie che collabori – Pdl o 5 Stelle – la fiducia non se la può prendere”. Siamo nel marzo 2013, il virgolettato è di Michele Santoro che in un editoriale nel corso di Servizio Pubblico spiega la posizione di Pierluigi Bersani, leader del Pd e candidato premier del centrosinistra, che alle elezioni celebratesi qualche settimana prima ha “non vinto”. Ossia rappresenta la prima forza del paese ma non ha i numeri per governare. Sul piatto dunque un accordo con Berlusconi o con Grillo.

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Un governo M5S-Pd è possibile? Lo scenario del 2013 e quello del 2018

Da lì l’idea di un governo M5S-Pd per superare lo stallo post voto, idealmente guidato dalla figura di Stefano Rodotà. Un “governo da approvare” la cui lista di ministri venne pubblicata sul nostro sito e posta al giudizio dei lettori: tra gli altri Anna Maria Cancellieri all’Interno, alla Sanità il fondatore di Emergency Gino Strada, alla Cultura lo storico dell’arte Salvatore Settis, alla Difesa il generale Fabio Mini, agli Esteri Laura Boldrini.

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