Mino Pecorelli, mio fratello: “Sapeva troppo. Chi gli ha dato quelle lettere di Moro?”



di Emanuele Cascapera e Roberta Benvenuto

“Sapeva troppo. Chi gli ha dato quelle lettere di Moro?”, Rosita Pecorelli non ha dubbi. Erano le 20.40 del 20 marzo 1979 quando il fratello Mino Pecorelli è stato ucciso sotto la sede della sua rivista OP, in via Orazio a Roma. Dopo 39 anni il film della morte del giornalista non ha perso colore nel ricordo della sorella: “Hanno sparato a Mino, è morto”, sono le esatte parole che hanno annunciato ciò che lo stesso giornalista aveva predetto sulle pagine del suo settimanale. Viene trovato riverso al posto di guida della sua Citroen verde, raggiunto da 4 colpi di pistola.

LEGGI > M, cosa è successo nella prima puntata della fiction

Il delitto di Mino Pecorelli: l’intervista alla sorella Rosita

“Chi gli ha dato quelle lettere di Moro?” si chiede oggi Rosita. Il riferimento è agli scritti inediti che il presidente della Dc aveva elaborato durante i 55 giorni del sequestro e che Mino Pecorelli ha pubblicato sul settimanale Osservatorio Politico. Rosita Pecorelli racconta ai microfoni di M – il programma di Michele Santoro in onda dal 10 maggio su Rai 3 sul caso Moro – cosa accadde il giorno dell’omicidio del fratello. “Era sereno” perché gli era “stata promessa una stampa a minor costo e la pubblicità”, spiegava alla sorella il giornalista. Promesse che sarebbero “arrivate dal gruppo di Andreotti”. Sullo sfondo dell’omicidio – che ha visto come imputato eccellente proprio l’allora premier, mai condannato – ci sono la mancata pubblicazione del numero “Gli assegni del Presidente” misteriosamente intercettato in tipografia, lo scandalo Italcasse, le banche di Sindona, la P2, i servizi segreti, e non ultimo il Memoriale di Aldo Moro.