Inzerilli ospite a ‘M’: “Dimostrata l’esistenza di una Gladio Nera”



“L’organizzazione era segretissima, nemmeno i governi venivano informati di queste attività. Il servizio dipendeva direttamente dal Capo di Stato maggiore della Difesa, l’unica persona autorizzata ad essere messa a conoscenza delle direttive Nato”. Ospite di Michele Santoro nel corso della prima puntata di ‘M’ – andata in onda su Rai 3 alle 21,05 – il generale Paolo Inzerilli ha raccontato il suo punto di vista circa Gladio, che ha guidato dal 1974 al 1986 e quindi anche nel corso del sequestro di Aldo Moro. Inzerilli – direttore della settima divisione del SISMI dal 1980 al 1986, direttore dell’Ufficio centrale per la sicurezza dal 1987 al 1989 e capo di Stato maggiore del SISMI dal 1989 al 1991 – spiega: “Gladio non è mai stata operativa; è stata un organo essenzialmente di pianificazione e addestramento. Fino al 1980 eravamo avulsi dal resto del servizio, nessuno era autorizzato a sapere cosa facevamo e noi non eravamo autorizzati a sapere cosa facessero gli altri”.  Davanti alla Commissione Moro ha negato che Gladio fosse attiva durante il sequestro del presidente della Dc.

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Generale Paolo Inzerilli a M di Santoro

A M il Generale chiarisce anche la storia legata a Camillo Guglielmi, il colonnello che la mattina di via Fani era nei pressi della zona dell’eccidio e del rapimento di Moro: “Guglielmi non è mai stato dentro Gladio, non era un istruttore di Gladio, non sapeva proprio dell’esistenza di Gladio”. Infine: “Gladio non è stata mai legata a qualcosa di politico. Un giudice ha invece dimostrato l’esistenza di un’altra organizzazione che io ho sempre chiamato Gladio Nera, infiltrata da elementi dell’estrema destra, eversori neri”. Nel corso del dibattito in studio, in merito al ruolo di Guglielmi, ha messo ordine Ilaria Moroni, direttrice dell’Archivio Flamigni: un documento contenuto nella requisitoria del procuratore generale Ciampoli conferma infatti che Guglielmi era un addestratore di Gladio, “addestratore, tra l’altro, delle tecniche di imboscata”.