La lettera di Paolo VI ad Aldo Moro venne “ritoccata”: ecco la prima versione



di Emanuele Cascapera e Roberta Benvenuto

Un documento inedito, riportato alla luce dopo 40 anni. E’ la prima versione in bozza della famosa lettera scritta di proprio pugno da Papa Paolo VI agli “uomini delle brigate rosse” per chiedere la liberazione di Aldo Moro. Un testo limato e bilanciato parola dopo parola, in cui tratti di penna e correzioni svelano come si sia passati dalla prima versione a quella definitiva, resa poi pubblica. E forse oggi, alla luce delle nuove rivelazioni, si può dire che quelle modifiche furono il sottile tentativo di non svelare le carte in una partita importantissima e delicata, che puntava alla liberazione di Moro.

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La “vera” lettera di Papa Paolo VI ad Aldo Moro

“Io non vi conosco, e non ho modo d’avere alcun contatto con voi. Per questo vi scrivo pubblicamente, profittando del margine di tempo, che rimane alla scadenza della minaccia di morte, che voi avete annunciata contro di lui, Uomo buono ed onesto, che nessuno può incolpare di qualsiasi reato”, scriveva il papa il 21 aprile 1978. Ma soprattutto si tratta della lettera con la quale il Pontefice chiedeva ai brigatisti il rilascio di Aldo Moro “Semplicemente, senza condizioni”. Quel “Senza condizioni”, che negli anni ha lasciato spazio a molteplici interpretazioni, è appunto il frutto di alcune, misurate modifiche che hanno poi portato alla formulazione definitiva della lettera consegnata per sempre alla Storia. Ma cosa aveva scritto, di suo pugno, Paolo VI? Quali sono state le modifiche apportate alla prima stesura? E su suggerimento di chi?

A documentare la bozza della lettera scritta dal Pontefice in persona è Riccardo Ferrigato, ricercatore e scrittore classe 1986, autore del volume “Non doveva morire. Come Paolo VI cercò di salvare Aldo Moro” (Edizioni San Paolo). La prima versione della lettera, infatti, conteneva l’invito a liberare l’ostaggio “Semplicemente, senza alcuna imbarazzante condizione”, diventato poi “Semplicemente, senza condizioni”. Una variazione significativa che, secondo il ricercatore, aveva l’obiettivo di tenere celato il tentativo di trattativa che lo stesso Papa aveva cercato di avviare per riuscire a liberare e salvare Aldo Moro, ma che quel riferimento a condizioni “imbarazzanti” poteva mettere a rischio. Un testo importante, quello di Ferrigato, che contiene anche altri documenti inediti, tra cui due lettere a Paolo VI dove, tramite un intermediario, la moglie di Aldo Moro chiede direttamente aiuto al Pontefice dimostrando di non avere piena fiducia nel Governo e un documento della Segreteria Vaticana che mette in luce i violenti dissidi tra gli uomini più vicini al Papa.