Corleone, vi presentiamo le commissarie coraggiose che fanno pagare le tasse alla mafia



Elezioni a Corleone, finisce l’era delle commissarie che hanno fatto pagare le tasse ai mafiosi.

Stasera il vicepremier Di Maio sarà a Corleone, il paese di Riina e Provenzano che domani torna alle urne per eleggere il sindaco. Il Comune era stato sciolto per mafia nell’agosto 2016 ed è stato successivamente amministrato da tre donne: Giovanna Termini, Rosanna Mallemi e Maria Cacciola. E le commissarie prefettizie hanno fatto la rivoluzione: hanno fatto pagare le tasse comunali arretrate alle famiglie mafiose. Ai Riina, ai Provenzano, ai Grizzaffi nessuno aveva mai chiesto conto. “Erano famiglie rispetto alle quali c’era timore” spiegano “abbiamo emesso avvisi di pagamento dal 2012 al 2016, per gli anni precedenti è intervenuta la prescrizione”. CAdesso Corleone si prepara a tornare alla normale amministrazione, ma le commissarie hanno voluto lasciare con un ultimo atto amministrativo fortemente simbolico: via Scorsone, dove abita la famiglia Riina, è stata ribattezzata via Cesare Terranova, in memoria del magistrato fatto uccidere proprio da Totò Riina nel 1979.

Corleone, il selfie delle polemiche con il nipote (incensurato) di Provenzano.

Il candidato sindaco di Corleone per il M5S Maurizio Pascuzzi, a caccia di voti, si è fatto un selfie con Salvatore Provenzano, nipote incensurato di zu Binnu e proprietario di un bar nel centro del paese. Ha fatto bene o male? I parenti dei mafiosi devono essere emarginati o integrati? Ne avevamo parlato con Costantino Visconti, professore di diritto penale dell’Università di Palermo, considerato un “eretico” dell’antimafia.