Cuperlo, “Dialogo con i Cinque Stelle? Impossibile. Riprendiamoci i delusi”



Gianni Cuperlo, esponente della sinistra dem, fa un’analisi per Servizio Pubblico dell’attuale situazione politica partendo dalla questione più scottante degli ultimi giorni: il rapporto tra Lega e M5s.

C’è stato uno scambio? Si. Il M5s ha rinunciato ad uno dei suoi principi fondamentali… Hanno salvato con il loro voto il ministro Salvini dal processo. In cambio sembra abbiano ottenuto un blocco temporaneo della Tav e magari qualcos’altro, la presidenza dell’Inps?”.

Le mani sulla città di Francesco Rosi

Eppure non c’è nulla di originale in questo comportamento – sottolinea Cuperlo-  ce lo avevano già raccontato Rosi e La Capria più di cinquant’anni fa con un’opera epica come Le mani sulla città nel famoso dialogo tra Balsamo e De Angelis. Balsamo, l’uomo retto, che si reca a casa del candidato sindaco De Angelis con la volontà di rinunciare alla candidatura perché non tollera Nottola, il palazzinaro, l’uomo corrotto, nella sua stessa lista.

Il paragone è presto noto. “Se il M5s ha pensato bene di rinunciare ad uno dei suoi principi costitutivi per ottenere il blocco di un’opera pubblica o qualche nomina in più direi che quel movimento ha smarrito la purezza e una quota dell’anima”.

Il dialogo tra PD e M5s

Dati alla mano per Cuperlo non c’è nessuna possibilità in questo momento di costruire un dialogo con il vertice politico del Movimento a causa delle scelte compiute. Ma aggiunge “non bisogna dimenticare che un anno fa circa 2 milioni di elettori della sinistra hanno votato per il M5s perché deluso da noi… Dobbiamo andare a recuperare quegli elettori!

Conferma poi che è stato un grande errore non andare a sedersi al tavolo di dialogo con i 5 stelle.

Sull’ascesa di Salvini? “Non c’è nulla di inarrestabile nella politica”.

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Bernie Sanders e i socialisti negli Stati Uniti

Guardando oltreoceano colpisce il grande consenso che l’ala più a sinistra del Partito Democratico sta ottenendo. “Il fatto che in America si ritorni a evocare una categoria che non è particolarmente presente in quella latitudine come quella del socialismo è segnale che la destra non ha più una ricetta vincente e sta a noi crearne una alternativa”.

Il Pd e la politica “moderata”

Non è più tabù che la sinistra stia pagando lo scotto per essersi adagiata su posizioni eccessivamente moderate. Conclude Cuperlo con una promessa e forse un invito “Bisogna costruire un’alternativa di pensiero e di azione completamente radicale”.

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