Domiciliari genitori Renzi, i lavoratori: “Così siamo passati da una cooperativa all’altra”



Marmodiv srl è una delle cooperative costata i domiciliari a Tiziano Renzi e Laura Bovoli. Da lunedì scorso, 18 febbraio, i genitori dell’ex premier sono agli arresti con l’accusa di bancarotta fraudolenta e false fatturazioni. Secondo i pm avrebbero messo in piedi un sistema di cooperative legate all’agenzia di famiglia, la “Eventi 6”, svuotandone poi le casse per provocarne il fallimento.

Finte cooperative, come funziona

Europe Service, Delivery Service e Marmodiv srl: secondo l’accusa queste società, guidate dalla famiglia di Renzi attraverso prestanome, fornivano direttamente i fattorini alla società capofila, la Eventi 6, controllata da Tiziano. Meccanismo che avrebbe consentito ai Renzi di alleggerire la propria azienda dall’onere delle assunzioni, del pagamento delle tasse e dei contributi previdenziali scaricandoli così sulle cooperative, per poi “destinarle all’abbandono non appena esse raggiungevano uno stato di difficoltà economica”, scrivono i pm nell’ordinanza in materia di misure cautelari del Tribunale di Firenze. Il conto amaro presentato dai pm a Tiziano Renzi e signora è di 724.946 euro, tra fatture per operazioni inesistenti o gonfiate.

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Da Marmodiv a Dmp, i lavoratori: “Così è avvenuto il travaso”

Servizio Pubblico ha intervistato a Firenze alcuni ex lavoratori della Marmodiv. La cooperativa, in liquidazione, sarebbe stata ceduta, il 10 dicembre scorso, alla Dmp srl: attraverso una scrittura privata Aldo Periale, amministratore di Marmodiv, ha passato un ramo dell’azienda a Massimiliano Di Palma della D.M.P. Italia srl, società genovese di servizi pubblicitari. Secondo alcuni documenti di cui siamo entrato in possesso, la cooperativa cinese avrebbe accolto in pancia una montagna di debiti (oltre 385mila euro verso i fornitori, verso l’Inail oltre 5000 euro e oltre 88mila euro per un contenzioso aperto con l’Inps) e, secondo alcune fonti, lavoratori della vecchia cooperativa, anche se il passaggio sarebbe avvenuto in maniera informale, senza la firma di un nuovo contratto da parte dei “travasati”.

Cooperative e dimissioni in bianco

“Dallo scorso gennaio non sappiamo più per chi lavoriamo, né chi né quando ci pagheranno gli stipendi”, hanno riferito alcuni ex lavoratori di Marmodiv, che denunciano anche straordinari e trasferte indicati in busta paga m non pagati . Già lo scorso ottobre la cooperativa avrebbe fatto firmare loro, preventivamente, una lettera di dimissioni da soci, in bianco (ovvero senza indicazione di data). “Per voi non cambierà nulla”, li avrebbe rassicurati la cooperativa, “potrete continuare a lavorare come sempre”. E con l’anno nuovo, la ditta nuova sarebbe appunto la Dmp. “Prima distribuivamo i volantini per Conad, Carrefour, da due mesi il lavoro è calato, distribuiamo solo per Conad” raccontano ancora i lavoratori, lasciati allo sbando: “Il vecchio deposito in cui andavamo a prendere i volantini non esiste più. Aspettiamo una chiamata, ma non sappiamo nemmeno chi sono i nostri capi”.