Formigoni condannato, il Celeste nel carcere di Bollate: la storia



Condanna ridotta, ma per il Celeste si sono aperte le porte del carcere. L’ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni sconterà tra le mura di Bollate la condanna a cinque anni e dieci mesi per corruzione che ieri gli è stata inflitta dalla Cassazione per la vicenda San Raffaele – Maugeri. La pena è leggermente inferiore rispetto ai 7 anni e mezzo chiesti dalla Corte d’Appello, perché, nel frattempo, è stata dichiarata prescritta l’accusa di corruzione relativa al fallimento dell’ospedale San Raffaele di Milano.

Intanto gli avvocati Mario Brusa e Luigi Stortoni hanno presentato un’istanza di sospensione dell’ordine di esecuzione per chiedere che Formigoni possa scontare la pena agli arresti domiciliari. Richiesta motivata dall’età (Formigoni ha 72 anni quindi ne avrebbe diritto in quanto ultrasettantenne) e dal fatto che, essendo posteriore ai fatti oggetto del processo, al suo caso non si applicherebbe la legge anti-corruzione Spazzaccorrotti.

Perché è stato condannato Roberto Formigoni: la storia

Viaggi aerei, resort da sogno, yacht di lusso e ville in Costa Smeralda: la generosità di Piero Daccò, il faccendiere della sanità lombarda, nei confronti di Formigoni è senza limiti. Servizio pubblico nel 2012 ha raccontato l’inchiesta della Procura di Milano in questa ricostruzione a fumetti  di Walter Molino. Il triangolo d’oro Daccò-Formigoni-Perego si salda in Lombardia ma splende soprattutto in Costa Smeralda. E’ qui che il munifico governatore lombardo finanzia con 1 milione e 100 mila euro il suo convivente Alberto Perego per consentirgli di acquistare da Daccò una villa con 13 stanze, piscina e vista mozzafiato su Cala di Volpe.

Formigoni, lo speciale di Servizio Pubblico

Episodio 1: Il sistema Daccò 
Episodio 2: Sanità d’oro
Episodio 3: Cassa Continua
Episodio 4: Capodanno ai Caraibi
Episodio 5: Debito di memoria
Episodio 6: Ad Maiora