Lettera dei Sì Tav al premier Conte: “No al muro contro muro sull’opera”



Lettera dei Sì Tav a Conte. I promotori della petizione a favore dell’Alta Velocità scrivono al premier Giuseppe Conte affinché non si vada al “muro contro muro” sulla Torino-Lione. A firmare la mail è Mino Giachino, ex sottosegretario di Forza Italia ai trasporti tra i fautori di una petizione su change.org Sì Tav e organizzatore, insieme alle “madamin”, della manifestazione dello scorso novembre che portò in piazza circa 30mila manifestanti.

La lettera inviata il 7 febbraio e ancora senza risposta si appella direttamente al premier Conte: “Non lasci che si vada al muro contro muro sulla Tav. Ci riceva e capirà”. Poi la critica al ministro dei trasporti e delle infrastrutture Toninelli che “senza far vedere al Parlamento che gli ha dato la fiducia” l’analisi costi-benefici “porta ai francesi e in Europa” il documento.

“Lei aveva detto, stupendo molti, che avrebbe fatto l’avvocato degli italiani. Possiamo venire a darle l’incarico di difenderci?”, è l’appello finale, “a nome di oltre 110.000 italiani” firmatari della petizione sulla piattaforma on-line.

La lettera dei Si Tav a Conte

Lettera Si Tav premier Conte
Il testo della lettera che il promotore della petizione Si Tav ha inviato al premier Giuseppe Conte.

 

La lettera arriva dopo giorni di tensioni dentro e fuori dal governo sulla questione Tav, combattuta sul nodo dell’analisi costi-benefici. Da una parte c’è il Movimento 5 stelle, storicamente contro l’opera. Dall’altra la Lega di Matteo Salvini che in visita al cantiere di Chiomonte ha esplicitato la linea del Carroccio e ribadito il sostegno alla Tav, con un chiaro “prima si fa e meglio è”.

Mentre le 7 madamin si dividono, dopo che una di loro ha depositato il simbolo elettorale, e altre cinque si sono costituite in un ”Comitato civico, Sì Torino va avanti”, Giachino non fa mistero di essere in contatto direttamente con il vicepremier Salvini. Nell’ultimo aggiornamento sulla piattaforma change.org scrive di essere stato lui a convincerlo a visitare il cantiere di Chiomonte.  Un’uscita che non è piaciuta all’anima più a sinistra dei Sì Tav come al Pd Piemonte che ha diramato un comunicato in cui accusa l’ex politico in pensione di “snaturare lo spirito civico delle manifestazioni di piazza SI TAV”. Paolo Furia, Monica Canalis, segretario e Vicesegretaria PD Piemonte puntano il dito contro il “plateale endorsement alla Lega” e contro “il modesto tentativo di politicizzare l’onda arancione”.

E chissà se l’uscita piacerà agli alleati di governo di Matteo Salvini.