Summit pedofilia, le vittime dei preti: “Cacciarli non basta. Giustizia nei tribunali”



Pedofilia: alle 9.00 del 21 febbraio sono iniziati in Vaticano i lavori dell’Incontro su “La Protezione dei Minori nella Chiesa”. Sono passati 20 anni da quando, nel 1999, scoppiò lo scandalo in America e 18 dall’inchiesta sugli abusi su minori all’interno della Chiesa Cattolica del Boston Globe.

Summit sulla pedofilia nella Chiesa

“Non bastano condanne scontate, servono misure concrete”, ha detto Papa Francesco all’apertura dei lavori che andranno avanti fino a domenica 24 febbraio. Partecipano all’Incontro i presidenti delle Conferenze Episcopali della Chiesa Cattolica, i capi delle Chiese Orientali Cattoliche, i rappresentanti dell’Unione dei Superiori Generali e dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali, membri della Curia Romana e del Consiglio di Cardinali.

Rete L’Abuso: “Giustizia laica per chi abusa e chi insabbia”

Francesco Zanardi, vittima di Don Nello Giraudo all’età di 11 anni oggi è presidente della Rete L’Abuso, che si occupa di chi è “sopravvissuto agli abusi sessuali del clero”. Nel 2013 aveva raccontato alle telecamere di Servizio Pubblico il dramma della sua esperienza. Alla vigilia dei lavori del Summit voluto da Papa Francesco, Zanardi è stato accolto da una delegazione della pontificia Commissione per la tutela dei minori a cui ha esposto le richieste delle vittime.

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Per attuare la “tolleranza zero che sta proclamando ormai da quando ha iniziato il pontificato” serve sottoporre “all’autorità giudiziaria i preti pedofili ma anche chi insabbia“. “Il fatto che la Chiesa riduca un prete colpevole allo stato laicale, non mi risolve il problema – dice Zanardi – Mi trovo un pedofilo che prima era un prete e adesso non fa più il prete di mestiere ma sempre pedofilo rimane”.