I grandi accusatori di Pell: Collins e Saunders spiegano perché il Vaticano non fa nulla sulla pedofilia



Collins e Saunders spiegano a Servizio Pubblico perché il Vaticano non fa nulla sulla pedofilia. George Pell, il cardinale tesoriere del Vaticano, è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale nei confronti dei bambini. È stato condannato per crimini sessuali contro minori in Australia. È il più alto funzionario della Chiesa cattolica condannato in un caso di pedofilia. Nel 2017 Servizio Pubblico ha intervistato il Cardinale, proprio su queste accuse.

George Pell, la condanna

Il porporato di 77 anni è stato giudicato colpevole da una giuria nel County Court dello stato di Victoria l’11 dicembre 2018 per violenza sessuale di due bambini del coro della cattedrale di Melbourne negli anni ’90 ma la condanna è stata resa pubblica solo oggi. Il cardinale era stato consigliere finanziario di Papa Francesco e ministro dell’economia del Vaticano. Il cardinale è in congedo dal suo importante ruolo in Curia dal giugno 2017, in accordo con il Papa che gli aveva concesso di lasciare Roma per volare in Australia e concentrarsi nella difesa. Pell, che si è dichiarato innocente durante tutto il processo, rischia fino a 50 anni di carcere.

Gli accusatori di Pell

In questo reportage di Francesca Fagnani, di Servizio Pubblico proviamo a spiegarvi le ragioni dei tanti fallimenti che costellano la storia del contrasto alla pedofilia in seno alla Chiesa cattolica. Per fare questo abbiamo incontrato vittime di abusi che hanno deciso di condividere le loro storie,  esperti e membri della Pontificia commissione sui minori. “Il Papa si scusa, come altri prima di lui. Le vittime di abuso hanno ascoltato scuse per molto tempo, devono seguire le azioni” denuncia Marie Collins, membro della commissione e vittima di abusi dimessasi in polemica  “quello che la Chiesa deve capire è che abusare di un bambino è un crimine. Come è possibile che violentare un bambino non sia un crimine?”.