TAV, il cantiere francese: le nostre telecamere esplorano i 26 km di gallerie



Saint-Martin-La-Porte, tratto transfrontaliero della Tav: le telecamere di Servizio Pubblico entrano nel cantiere attraverso la discenderia che porta al tunnel principale, dove è in attività il cantiere per la parte francese dell’opera. “A oggi sono stati scavati complessivamente 26 chilometri di gallerie” spiega Maurizio Bufalini, direttore generale aggiunto per l’Italia di Telt (Tunnel Euralpin Lyon Turin), il consorzio italo-francese responsabile della realizzazione e della gestione della sezione transfrontaliera della Tav Torino-Lione. Dei 26 chilometri scavati 7,4 appartengono al tunnel di base, dove dovrebbero passare i convogli della futura linea veloce.
All’interno del cantiere ci viene mostrata la sonda, che effettua un sondaggio “in avanzamento” per saggiare le caratteristiche della roccia e individuare la presenza di acqua o di gas. Si tratta di un’operazione da effettuare periodicamente nel corso dello scavo, in quanto la perforazione può avvenire solo quando siano state acquisite le informazioni sui successivi 40 metri di roccia.
All’interno della montagna, infatti, sono stati individuati tratti con forte presenza di carbone, il materiale più complicato da affrontare in quanto il tunnel, una volta scavato, tende a richiudersi. Nel cantiere sono impiegati anche molti lavoratori italiani. “Sono fiero di fare questo mestiere” racconta un minatore di loro “speriamo che il lavoro si faccia, altrimenti rischiamo di rimanere a casa”.