Osservatore Romano, Foa: “Abbiamo denunciato gli stupri nella Chiesa e ci hanno sfiduciate”



Undici donne, undici giornaliste si sono dimesse in blocco dalla redazione di “Donna, Chiesa, Mondo”. L’annuncio lo ha dato la direttrice, Lucetta Scaraffia, che nel 2012, insieme a papa Benedetto XII aveva dato luce alla prima rivista, tutta al femminile, nel cuore del Vaticano, costola dell’Osservatore Romano. “Dopo i tentativi di metterci sotto controllo, sono venuti i tentativi indiretti di delegittimarci con una linea editoriale contraria alla nostra” ha scritto Scaraffia nell’editoriale che uscirà il primo di aprile e in una lettera aperta al Papa. Ha denunciato una campagna vaticana per screditare la redazione e metterla “sotto il controllo diretto degli uomini”, che è solo aumentato dopo aver denunciato l’abuso sessuale delle suore da parte del clero. La decisione è stata presa dopo che il nuovo direttore dell’Osservatore, Andrea Monda, le aveva detto all’inizio di quest’anno che avrebbe assunto il ruolo di direttore.

“Siamo uscite senza chiedere nulla a nessuno, pubblicando la lettera” racconta a Servizio Pubblico la professoressa Anna Foa, ex redattrice della rivista nonché unica giornalista della redazione. “Non ci sono state trattative. La linea che portavamo avanti non era condivisa dal giornale sulla questione degli stupri dentro la Chiesa e degli aborti. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata un’inchiesta che ha messo in evidenza gli abusi sulle donne, per lo più del Terzo mondo, suore, donne consacrate e non solo, violentate da uomini di Chiesa, e in alcuni casi spinte all’aborto. Una denuncia di cui lo stesso Papa ha riconosciuto la verità. Lo scandalo è stato averla pubblicata su un giornale della Chiesa. Da lì è cominciato un clima di progressiva delegittimazione”.

Ci sono state censure? “Non abbiamo mai avuto divieti, ma un logoramento. Abbiamo scritto quello che volevamo, poi  l’Osservatore Romano ci ha smentito sulle sue pagine”, continua Foa, “ma la questione degli stupri ci è sembrata così forte che abbiamo ritenuto che il ruolo di un giornale fosse quella di affrontarla frontalmente. Credo che possiamo sentirci contente di aver tirato fuori problema. Mi auguro che Papa Francesco risponda alla lettera, perché credo che stia facendo cose straordinarie per la Chiesa”.