Becchi: “Il M5S deve sdoppiarsi: di lotta (coi No Tav) e di governo (con Di Maio)”



Il professor Paolo Becchi, a lungo considerato uno degli ideologi dei 5 stelle prima della rottura definitiva con i pentastellati, analizza la fase delicata che il Movimento sta attraversando nell’intervista di Germano Longo . Stretto fra esigenze di “realpolitik” e le storiche istanze che l’anima più movimentista non vuole veder sacrificate sull’altare del patto di governo con la Lega, secondo Becchi il M5S mostra oggi un volto molto diverso rispetto alle origini.

“Francamente non riesco più a distinguere questo movimento da un partito: si parla di probiviri, di segreterie” spiega Becchi “certo, rimane l’argomento che il M5S dà voce alla base, ma è proprio quanto fanno altri con le primarie”.

A lasciare perplesso Becchi non è tanto il cambiamento in atto, quanto la volontà di ammetterlo pubblicamente, nonostante lo stesso fondatore del Movimento, Beppe Grillo:

“È normale che Grillo si accorga del cambiamento. Aveva un rapporto strettissimo con Gianroberto Casaleggio. Oggi Alessandro Di Battista va da Barbara D’Urso, una cosa che sarebbe stata impensabile”.

Ed è proprio dalla riflessione sulla difficoltà del Movimento di coniugare la sua anima “delle origini” con le trasformazioni avvenute fino all’approdo al governo che il professor Becchi elabora la sua proposta originale: quella di un movimento 5 stelle con due anime, l’una dentro al governo, l’altra libera di agire liberamente sulle istanze delle origini.