Perché crediamo che ognuno debba poter decidere se vedere o no le immagini della strage in Nuova Zelanda



Queste immagini sono state riprese da Brenton Tarrant, il 28 enne che questa mattina è entrato con armi d’assalto in due moschee in Nuova Zelanda, uccidendo 49 persone.
Il killer ha trasmesso la strage in diretta su Facebook e il filmato è rimasto online per diverse ore, prima di essere rimosso.

La polizia della Nuova Zelanda ha chiesto di non condividere le immagini, e in tutto il mondo si è scatenato un dibattito sull’opportunità di mostrarle o meno.

Sulle armi utilizzate dall’attentatore si possono leggere riferimenti a eventi storici e a protagonisti di attentati contro immigrati e musulmani. Fra questi c’è il nome dell’italiano Luca Traini,  che nel febbraio 2018 ha tentato una strage di migranti a Macerata, ferendone sei.

Troppo spesso gli allarmi sul neonazismo e su certi mostri vengono bollati come esagerazioni, in una forma di rimozione che molte volte sfocia nel negazionismo vero e proprio.
Pensiamo che rimuovere queste immagini non sia giusto. Sono un documento agghiacciante della crudeltà umana e che ognuno abbia il diritto di scegliere se guardare o no in faccia il mostro che vive nella nostra società e l’odio di cui è capace.

Ndr. Le immagini sono pubblicate senza inserzioni pubblicitarie, e sono precedute da un’introduzione di circa un minuto per evitare visualizzazioni accidentali.

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