Caso Vauro-Battisti? Storia di uno scambio di vignettisti



“Caso-Battisti. È rimasto solo Vauro a negare l’evidenza: Nessuna condanna senza appello…”. Questo il titolo del quotidiano online Il Secolo d’Italia diretto da Francesco Storace.  Nel testo dell’articolo si legge che questo mio irriducibile attaccamento a Battisti si evince da una intervista che avrei rilasciato alla Adnkronos. Dico “avrei” perché in realtà l’intervista non è mia.

Per un comico e goffo disguido sui numeri di telefono e sull’accento toscano, l’intervistatore convinto di star rivolgendo a me le sue domande le stava invece rivolgendo ad Emilio Giannelli, vignettista toscano del Corriere della Sera. Ragion per cui le risposte attribuite a me erano invece di Giannelli. Chiarito l’equivoco l’Adnkronos ha ritirato l’agenzia ma non abbastanza velocemente da evitare la golosità del Secolo d’Italia. Forse il buon Giannelli si sarà chiesto perché mai lo intervistassero sul caso del famigerato appello per Battisti.

Conoscendolo sono certo che ha risposto per buona educazione. Si sarà stupito nel vedere che le sue dichiarazioni venivano attribuite a me. Ma penso che mai si sarebbe aspettato che le stesse fossero presentate, seppur per interposta persona, come prova lampante della sua connivenza morale con il criminale.

Vauro (quello autentico)

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