Congresso di Verona, Foa: “Usano il crocifisso come scusa per attaccare i diritti”



La giornalista ebrea Anna Foa, ex redattrice del mensile dell’Osservatore Romano “Donne Chiesa Mondo”, uscita  dalla redazione del giornale per le polemiche sorte intorno alla pubblicazione di un articolo di denuncia degli abusi di potere compiuti nella Chiesa ai danni delle donne, dice la sua sull’idea di donna propugnata dagli organizzatori e sostenitori del Congresso di Verona sul tema della famiglia: “Vorrebbero una donna col grembiulino con tanti figli, per evitare che subentrino i migranti nei buchi della nostra società” attacca Foa, che respinge l’idea che nel capoluogo scaligero si stiano ribadendo i valori del cattolicesimo.

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“Si trincerano dietro i crocifissi e i vangeli per imporre verità che vogliono riportare indietro l’orologio di decenni” spiega “vogliono attaccare l’aborto, che deve invece continuare a essere depenalizzato perché donna cattolica deve vedersela solo con la propria coscienza”.

Non manca un attacco al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, annunciato come sicuro partecipante al congresso: “Salvini fa molte cose che esulano dal suo ruolo. Non è difficile professarsi cattolico, ma Salvini non è stato ricevuto dal Papa, che ha sui migranti idee completamente opposte”.

La giornalista commenta poi le parole del cardinal Parolin, che ha detto di condividere l’iniziativa veronese nella sostanza seppur non la forma: “È una formula che nel linguaggio della diplomazia vaticana sta a significare la volontà di starne fuori”