Cosa nasconde il M5S dietro la decapitazione di De Vito?



Oggi Marcello De Vito, ex presidente del Consiglio comunale capitolino, da ieri in carcere a Regina Coeli nell’ambito dell’inchiesta su presunti atti corruttivi legati al nuovo Stadio della Roma, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Intanto è spuntata anche un’indagine su Daniele Frongia, che alle primarie del Movimento nel 2016 per il candidato sindaco in Campidoglio ha scelto di sottrarsi dalla corsa spostando le sue preferenze sulla Raggi, la quale prevalse su De Vito.

Membro della chat telefonica ‘4 amici al bar’, finita al centro degli atti nel processo per falso che ha visto la Raggi imputata (poi assolta perché il fatto non costituisce reato) per la nomina di Renato Marra alla guida della Direzione Turismo, Frongia ha perso il ruolo di vice dopo l’arresto di Raffaele Marra (ex dirigente del Personale del Campidoglio) a dicembre 2016. Da allora è rimasto in giunta con la delega allo Sport.

Ma la Congiunzione Astrale che ha portato De Vito in carcere ha nel frattempo causato la sua espulsione dal MoVimento 5 Stelle, comminatagli da Di Maio in diretta Facebook. Un’espulsione senza processo che sembra proprio un modo per chiudere il discorso aperto dall’arresto del presidente dell’Assemblea Capitolina senza mostrare all’opinione pubblica tutte le contraddizioni politiche aperte dalla vicenda. Proviamo a elencarle.

Elaborazione grafica di Lapo Tirelli
Intervista a Cristina Grancio di Roberta Benvenuto

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