Direttiva Copyright, Piovani: “I giganti del web hanno finito di fare profitti sulla pelle dei creativi”



Musicista, compositore, premio Oscar per la colonna sonora de “La vita è bella”, Nicola Piovani è stato tra i primi firmatari dell’appello ai parlamentari Ue per far passare la nuova direttiva sul diritto d’autore. La riforma è stata approvata il 21 marzo a Bruxelles dopo tre anni di trattative, con un voto tutt’altro che pacifico: 348 favorevoli contro 274 astenuti. Per Piovani quella del diritto d’autore è una battaglia di civiltà, “più che una vittorie è uno scampato pericolo. Se non fosse passata sarebbe stato grave, soprattutto per una questione di principio”.

“Chi produce un prodotto materiale, tangibile, molecolare, ha prodotto qualcosa che va difeso. Chi produce un racconto o una poesia ha prodotto qualcosa che è di tutti. Questa è la demagogia che circola oggi”, spiega Piovani. Invece “se produco qualcosa di immateriale, quel prodotto va difeso esattamente come il prodotto fisico“.

Cosa prevede la riforma UE del diritto d’autore? Risponde Piovani

La riforma prevede una remunerazione del diritto d’autore anche da parte degli aggregatori web, come Google e Facebook, ma anche Youtube. Il provvedimento però ha messo in allarme le piccole e medie piattaforme e anche Wikipedia. Secondo Nicola Piovani, una volta che la direttiva sul copyright passa e sarà attuata dai singoli Stati “il campo del diritto d’autore sarà più fertile” perché sara “minimamente remunerato”. Una novità che potrebbe incentivare i giovani alla creatività.

Sull’attività di lobbying e di persuasione dei grandi dell’industria digitale per non far passare la direttiva Nicola Piovani si pone una domanda: “Perché una grossa multinazionale spende soldi e attività per bloccare una legge? Non credo per motivi ideale ma per difendere un profitto […] perché anche il diritto d’autore intacca il loro principio del massimo profitto “. Per questo hanno fatto girare notizie anche non vere, come “adesso ci chiudono Wikipedia, cosa assolutamente non vera”.

Direttiva Copyright, quali rischi?

Il governo italiano si è dichiarato contrario a questo voto, il sottosegretario all’editoria, il cinquestelle Crimi ha parlato di “bavaglio alla Rete“. Il rischio adesso è che in fase di recepimento si  diluisca la direttiva e che “si preferisca pagare le sanzioni. Dipenderà dalla saggezza di questo governo. Siamo disposti a parlare con chi ha idee diverse, non convenienze diverse“, sottolinea Piovani.

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