Dalla discarica di Castelverde e Rocca Cencia. Viaggio nella periferia est di Roma



“Quella che noi vediamo non è terra, quello che vediamo sono e colline dei rifiuti che sono stati tritati e vagliati”, spiega una residente di Rocca Cencia a Francesca Fagnani. Sullo sfondo ci sono degli enormi cumuli sormontati da un telo bianco. Siamo a Roma, tra Rocca Cencia e Castelverde, quella che viene considerata la “Terra dei Fuochi” della Capitale. Eppure a pochi passi c’è un grande centro commerciale, e a distanza di un. Qui si trovano impianti di smaltimento e raccolta rifiuti al colasso e discariche abusive a cielo aperto . Gli abitanti respirano ogni giorno l’odore acre che proviene dagli impianti, il fumo nero dei roghi tossici appiccati nel vicino campo nomade e bevono il latte delle pecore che pascolano nei campi circostanti, dove per anni hanno sversato illegalmente rifiuti ospedalieri ancora sparsi in giro.

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Dalla discarica di Castelverde e Rocca Cencia: il reportage

L’area è densamente abitata, con le case e le scuole: in un raggio di 4 chilometri dall’impianto vivono oltre 100.000 persone, e i terreni immediatamente adiacenti sono destinati al pascolo di ovini e alle coltivazioni di ortaggi.”Quasi tutte le donne che abitano in questa zona hanno l’asportazione della tiroide”, spiega ancora la donna alle telecamere di Servizio Pubblico. Secondo le analisi epidemiologiche eseguite dalla Regione Lazio, in questa parte di Roma ci si ammala molto più che altrove di tumore e di malattie respiratorie e tiroidee, tanto che una delle strade di Castelverde è chiamata la “via delle vedove”. In questa zona ogni candidato sindaco, compresa la Raggi, è venuto a fare campagna elettorale. Ogni volta gli abitanti ci hanno creduto, ogni volta sono stati delusi.