Stadio Roma: un sistema di cui sapevano tutti, Raggi, Di Maio e Grillo. Parla Grancio (ex M5s)



Marcello De Vito sul nuovo stadio della Roma sempre è sempre stato ambiguo. Questa vicenda sarà la pietra tombale del M5s a Roma ma anche a livello nazionale perché tutti sapevano”. Chi parla è Cristina Grancio, consigliera capitolina del gruppo Misto, espulsa dal Movimento 5 stelle perché in contrasto con il progetto dello stadio della Roma. Alla notizia dell’arresto di Marcello De Vito, accusato di corruzione per favorire la costruzione dell’impianto sportivo, la dissidente grillina dice di “non essere rimasta sorpresa. Ci avevo visto lungo. La verità è che Di Maio aveva mandato a Roma i suoi delegati, Fraccaro e Bonafede, che erano alle riunioni di maggioranza e sapevano come si stesse svolgendo la dinamica sulla costruzione dello Stadio”. E tutto il gruppo dirigente nazionale, legato a Di Maio è sceso a Roma a favore dello Stadio.

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Cristina Grancio sull’arresto di Marcello De Vito

Secondo la ricostruzione dei pm Barbara Zuin e Luigia Spinelli l’esponente grillino  avrebbe incassato direttamente o indirettamente soldi per facilitare, con la leva della sua posizione amministrativa, la costruzione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. Insieme a Marcello De Vito, molto vicino a Roberta Lombardi, è stato arrestati anche l’avvocato Camillo Mezzacapo, con cui l’ex presidente del Campidoglio parlava. L’ex M5s è stato coinvolto nell’inchiesta nata da quella sul progetto del nuovo impianto sportivo in cui sono coinvolti il costruttore Luca Parnasi e l’avvocato Luca Lanzalone, superconsulente M5s prima di Livorno e poi di Roma finito alla presidenza dell’Acea. Una figura anomala, secondo Grancio che si è sempre chiesta “chi lo pagava?”.

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Le sentenze arriveranno, “e tutti sono innocenti fino al terzo grado di giudizio”, certo è che quello delineato dagli inquirenti è un sistema di relazioni oleato.  Di Maio ha immediatamente espulso De Vito. Un modo di fare “arrogante” e ipocrita secondo l’ex pentastellata Grancio, un modo di fare che forse “indica altro, che la la magistratura dovrà dimostrare”. Cosa ne sarà di Roma? Grancio, che nel frattempo ha aderito all’iniziativa politica DemA di De Magistris non ha dubbi: “La sindaca deve dimettersi perché è stata incapace”.