Morte di Imane Fadil, parla Mario Scaramella: “Veleno radioattivo arma tipica dei russi”



Sul caso Fadil, per Mario Scaramella, consulente della commissione Mitrokhin, non ci sono dubbi: quello del veleno radioattivo “è il modus operandi dei servizi segreti russi”. Scaramella è un consulente di intelligence diventato famoso a seguito  dell’avvelenamento dell’ex agente segreto russo Aleksandr Litvinenko nel 2006. È stato testimone del primo avvelenamento con un’arma radioattiva. Imane Fadil è un nuovo caso Litvinenko?

Mario Scaramella sul mistero della morte di Imane Fadil

Imane Fadil è morta a causa di sostanze radioattive. Il sospetto della Procura sulla causa della morte della modella italomarocchina di 34 anni – teste chiave nel processo contro Silvio Berlusconi per le serate hot con la minorenne Ruby Rubacuori – verte sempre più sull’ipotesi di avvelenamento. Tesi su cui converge anche Mario Scaramella.”Esistono veleni che fanno effetto per poche ore e poi spariscono, questo è il senso del velevo radioattivo”.

Imane Fadil, teste chiave nel processo Ruby ter

Ma chi potrebbe aver causato la morte della giovane italomarocchina? Berlusconi potrebbe aver avuto un ruolo? “È noto che alcuni gruppi criminali russi hanno organizzato delle eliminazioni in questo modo. Di solito per conto dello Stato”, spiega Mario Scaramella. “Berlusconi ha avuto un rapporto personale e privilegiato con Putin”, continua nel ragionamento, “che porta a questo genere di imbarazzi”. Ma l’esperto eslclude un suo coinvolgimento personale con motivi per precisi.  Di sicuro c’è che un avvelenamento simile non era mai avvenuto in Italia, ma “se qualcuno si fosse trovato a corte e si fosse reso testimone di episodi sensibili, non è da escludere che qualcuno in altri entourage istituzionali possa aver deciso di eliminare un testimone scomodo, è possibile se non addirittura probabile”.

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