Juve – Atletico: nel calcio finanziario o la va o la spacca



Questa sera alle 21 si giocherà allo Juventus Stadium di Torino il ritorno degli ottavi finale di Champions League fra i bianconeri e l’Atletico Madrid. Gli uomini di Massimiliano Allegri sono stati sconfitti all’andata per 2-0 e hanno bisogno di almeno 3 gol senza subirne per poter ribaltare il risultato nei 90 minuti e accedere ai quarti di finale.

L’uscita dalla Champions League rappresenterebbe un fallimento per la Juventus non solo sul piano sportivo: dopo la sconfitta dell’andata il titolo bianconero ha bruciato 150 milioni di capitalizzazione in borsa e, se il cammino della Juventus dovesse interrompersi agli ottavi di finale, la società perderebbe potenzialmente fino a 45 milioni di euro in premi.

La stagione 2018/2019 per la Juventus si era aperta con ben altre promesse: l’investimento monstre su Cristiano Ronaldo ha rappresentato un’enorme operazione di marketing pensata, nei piani del management bianconero, per rilanciare il brand Juventus a livello globale e portare la società ai primi posti fra delle classifiche per fatturato, ma un’uscita anticipata dalla massima competizione internazionale potrebbe comprometterne l’ascesa.
Secondo i dati elaborati da Deloitte la Juventus si è piazzata per la stagione 2017/2018 fuori dalla top ten dei club europei con 394 milioni di euro, distantissima dal primo posto occupato dal Real Madrid con 750 milioni. Entro l’estate, secondo diverse indiscrezioni, la società bianconera emetterà un prestito obbligazionario dai 100 e i 200 milioni, ribattezzato CR7 bond, anni, per avere risorse da investire sul mercato. L’incognita, tuttavia, è questa: quale appeal può avere sul mercato una società che stravince in Italia ma non riesce ad affermarsi definitivamente in Europa?

Servizio Pubblico ne discute con Michele Plastino, giornalista, commentatore e anchorman di lungo corso, dal 2017 direttore dell’emittente Radio Sportiva.