Legittima difesa. Lucio Manisco: “Abbiamo privatizzato la pena di morte su modello degli Usa”



“La legge sulla legittima difesa? Si ispira al modello americano”. Lucio Manisco, storico corrispondente Rai negli Usa commenta la legge, cara alla Lega, approvata in via definitiva al Senato. Il fulcro della legge prevede che la legittima difesa sarà sempre presunta, ossia il rapporto di proporzionalità tra la difesa e l’offesa sarà sempre ritenuto sussistente. I principi ispiratori sono due: “La “dottrina del castello” (Castle Doctrine) e “erigiti  in difesa del territorio che occupi” (Stand Your Ground Act). La prima indicava il dovere a chi venisse aggredito di cercare un riparo prima di aprire il fuoco sull’aggressore, la seconda abolisce quella clausola e estende la legittima diesa in vasti settori,  autorizzando l’uso di armi letali contro chiunque minacci in luogo pubblico o privato il domicilio dell’aggredito, consentendo il ricorso a armi da guerra per eliminare la minaccia. Minaccia reale o percepita”.

“Si tratta di una privatizzazione della pena di morte, in quanto chi ritiene di essere oggetto di un’offesa grave ha diritto di attaccare l’aggressore, anche se questo non aveva intenzione di uccidere”, spiega Manisco. “E il modello americano potrebbe imporsi in Italia. Sembra che questa legge tenda a trasformare il popolo italiano in Mastro Titta (‘er boja de Roma’, ndr).

“È una legge di propaganda, questo governo e Salvini campano su questo. È pericolosa, perché semplicistica. La ricerca di un uomo dal pugno di ferro è una maniera di deterioramento e degrado della civiltà”.