Fascisti, liberisti e contadini: l’allegra brigata del M5S in Europa



Domenica il MoVimento 5 Stelle ha certificato le alleanze grilline per la campagna d’Europa: Luigi Di Maio ha firmato il manifesto comune con le tre forze che lo accompagneranno fino a Strasburgo.

Posto che manca ancora all’appello qualcuno della rosa dei 7 partiti di 7 diversi paesi necessaria a formare un gruppo, qualcosina si può già cominciare a dire sugli alleati. Ovvero i polacchi Kukiz, i croati Živi Zid, i finlandesi Liike Nyt e l’AKKEL di Evangelios Tsiobanidis.

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Tutti gli alleati condividono con il MoVimento 5 Stelle un tratto fondamentale: la mancanza di una vera e propria classe politica. Ciascuno racchiude al suo interno troppe anime per poter avere parvenza di coerenza interna. Proprio come succede per il partito di Casaleggio e Di Maio. Su cosa costruiranno l’alleanza, visto che quella con la Lega, basata sui punti in comune, finora ha portato fortuna soltanto al Carroccio?

Ma a ben guardare il problema più grosso sono i risultati. Soltanto i croati di Zivi Zid vantano nei sondaggi il 12,3 per cento e due potenziali eurodeputati. Zero eletti, nelle proiezioni, per l’ultradestra dei polacchi Kukiz e per i finlandesi di Liike Nyt. E infine c’è Akkel: Di Maio ci ha fatto la foto insieme, ma il loro consenso è talmente basso da non essere neanche rilevato dai sondaggi.