Aereo caduto in Etiopia, chi era Paolo Dieci: uno che li aiutava a casa loro



Paolo Dieci è morto sul Boeing 737 Max dell’Ethiopian Airlines che si è schiantato il 10 marzo dopo il decollo da Addis Abeba. Con lui altre 157n persone, di cui 8 italiani. Si stava dirigendo in Somalia dove il Cisp, l’Ong di cui era presidente, ha dei progetti di cooperazione sul ruolo della donna. Paolo Dieci era uno che li aiutava a casa loro ed era “appassionato del suo lavoro”, racconta Giulia Olmi cofondatrice del Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli e sua amica di sempre.

Chi era Paolo Dieci

Nel 1983 Paolo Dieci ha fondato il Cisp, il Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli. Giulia Olmi era con lui e a 24 ore dalla morte del leader della Ong racconta ai microfoni di Servizio Pubblico quanta dedizione e competenza mettesse nel suo lavoro, quello di cooperatore e capo di diverse realtà, tra le quali anche la Link 2007 un’associazione di coordinamento consortile che raggruppa importanti Organizzazioni Non Governative italiane.

Paolo era l’uomo “dei ponti”, che mediava, ascoltava. Una vita passata tra l’Italia e l’Africa, in particolare l’Etiopia, la sua grande passione. “Diceva sempre che non poteva salvare il mondo, ma qualche vita sì”, ricorda Giulia Olmi, e “questo a noi cooperatori basta”. Paolo era uno che li aiutava a casa loro.

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L’incidente del Boeing 737 Max dell’Ethiopian Airlines

Sono otto gli italiani morti a bordo del Boeing 737 Max della Ethiopian Airlines che si è schiantato domenica mattina, dopo il decollo da Addis Abeba. Molti passeggeri erano legati a ong ed erano diretti a Nairobi per la quarta sessione dell’assemblea dell’Onu sull’ambiente. Sono ancora da chiarire le cause dell’incidente: alcuni esperti puntano il dito contro il software di nuova concezione.