Reddito di cittadinanza, Marianna, 30enne: “15 anni di lavoro (nero) e zero contributi. Ora mi diano un posto regolare”



Reddito di cittadinanza, l’erogazione del sussidio partirà ad aprile ma dal 6 marzo è possibile presentare i moduli per accedere al provvedimento-bandiera del governo M5s. Un importo mensile che varierà tra i 480  e i 780 euro al mese e che, secondo le simulazioni effettuate dall’Istat, interesserà una platea potenziale di 2,7 milioni di persone. Le telecamere di Servizio Pubblico sono state a Torpignattara, quartiere multietnico di Roma, dove a mettersi in fila per richiedere il sussidio ai Caf e alle Poste sono soprattutto stranieri. Arrivano dall’India, dal Bangladesh: famiglie con molti km nelle scarpe e pochi soldi, anche meno di 4mila euro l’anno.

E poi ci sono i giovani. Come Marianna, 30 anni, 15 passati nel cono d’ombra del lavoro nero. “Dopo il primo anno delle superiori ho lasciato la scuola. Ho fatto la barista, la promoter, per due anni ho gestito una scuola guida: 6 giorni su 7 per 700 euro, mai un contributo versato. Ho chiesto un aumento per potermi versare i contributi in autonomia, ma non è servito a nulla, così mi sono licenziata”. Per lei il reddito di cittadinanza oggi è un’opportunità. Quella “di avere finalmente un lavoro serio. Anche se dovrò pulire la strada, non importa. Almeno sarò in regola”.