Rocca Cencia: l’impianto dei rifiuti andato in fiamme fra le case e i pascoli



L’incendio di ieri pomeriggio all’impianto di di Rocca Cencia, l’ultimo rimasto in funzione in dote all’Ama, ha riportato alta la tensione nella popolosa frazione del VI municipio, nella periferia est della città.

Da tempo, infatti, gli abitanti della borgata chiedono che l’impianto di trattamento dei rifiuti, che ha una capacità di lavorazione fino a 850 tonnellate al giorno e si è reso ancor più essenziale dopo che un evento analogo ha distrutto il Tmb del Salario, venga chiuso perché l’inquinamento della zona avrebbe raggiunto livelli insostenibili.

L’area è densamente abitata, con le case e le scuole : in un raggio di 4 chilometri dall’impianto vivono oltre 100.000 persone, e i terreni immediatamente adiacenti sono destinati al pascolo di ovini e alle coltivazioni di ortaggi.

Dopo l’incendio il comitato Qre (Quartieri Riuniti in Evoluzione) ha diramato un duro  comunicato:

“Cancelli Bloccati nell’ impianto di Roccacencia dopo l’ Incendio della sera del 24 Marzo” si legge “Accesso NEGATO ai cittadini al mostro che condiziona le vite delle famiglie di decine di migliaia di cittadini costretti a cercare di sopravvivere tra PUZZA  nauseabonda e CHEMIOTERAPIE. Record di TUMORI, bellezze paesaggistiche, 50 anni di inquinamento, 100.000 persone nel raggio di 4 Km, non bastano alla politica comunale, al ministro dell’ ambiente, alla magistratura a mettere tutto SOTTO SEQUESTRO ed a chiudere un distretto dei rifiuti posto in zona di protezione delle falde acquifere, non basta alla stampa nazionale ad accendere il faro su quanto sta avvenendo a Roma Est terra e gente dimenticata dallo stato. Non può il guadagno di pochi prevalere sulla salute di tutti”.