“Lo sgombero? C’era la mafia nigeriana”



Andrea Tripodi, sindaco di San Ferdinando, spiega a Guido Ruotolo di Servizio Pubblico perché ha firmato il decreto per lo sgombero della baraccopoli di San Ferdinando: “Ci sono stati incendi e morti, penso che intorno a queste baraccopoli si sia creata una condizione di degrado e sopraffazione che veniva sfruttata da qualcuno. La mafia nigeriana? Io non ho elementi per dire questo, ma vedendo le evidenze penso che ci possano essere sospetti in tal senso”.

Come ha anticipato ieri Guido Ruotolo, le baracche saranno sostituite da nuove tende che probabilmente già dal pomeriggio sorgeranno sull’altro lato della strada. Le operazioni sono iniziate questa mattina all’alba. C’è una fila lunghissima, di almeno due o tre centinaia di persone, in attesa davanti all’ingresso alla nuova tendopoli che ospiterà i braccianti stranieri sloggiati dalla vecchia baraccopoli che le ruspe del Genio militare stanno demolendo da stamane. Si tratta, comunque, di una fila ordinata, in attesa delle operazioni di identificazione. Nel centro della Piana di Gioia Tauro, in mattinata, sono giunti il prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, ed il questore, Raffaele Grassi. Un gruppo di 80 persone ha rifiutato la nuova destinazione.  Un altro gruppo, ben più consistente, di circa 200 persone, invece, è in attesa di sbrigare le formalità previste davanti alla tendopoli per avere poi accesso nella struttura.