Bertinotti: “Papa Francesco, un rivoluzionario che resiste all’aria del tempo”



L’ex Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, in un’intervista rilasciata alle telecamere di Servizio pubblico analizza la figura di Papa Francesco, un Pontefice al quale l’ex segretario di Rifondazione Comunista negli ultimi tempi ha dedicato molta attenzione nei suoi interventi pubblici. Il motivo ha due ragioni di fondo: il primo, risiede nel fatto che Papa Francesco “è una presenza in grado di parlare un linguaggio universale, una presenza rivolta agli uomini di buona volontà e all’interno di questo una particolare attenzione rivolta ai poveri, non solo quelli economici che pure sono una presenza drammatica del mondo contemporaneo, ma anche ai poveri prodotti dal capitalismo, che questo Papa ha identificato con termine ben preciso: lo scarto”.
E da qui bisogna ricominciare. Per Bertinotti il carisma di Francesco parla all’uomo, al suo destino, “partendo da un giudizio molto radicale sull’aria del tempo, come avrebbe detto Camus, cioè su quello che produce questo sistema.

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La seconda ragione è che questa presenza così rilevante “avviene contemporaneamente alla desertificazione della politica in Occidente, quindi la figura di questo Pontefice sembra far risuonare l’unica voce autorevole capace di essere ascoltata”.

Bertinotti si spinge a definire Papa Francesco “un rivoluzionario”, spiegando l’accezione che dà a questo termine ricordando proprio l’enciclica Laudato Si’, prevalentemente incentrata sui temi dell’ambiente. Il riferimento è soprattutto alle parole del Papa quando incontrò i Movimenti di tutto il mondo ai quali Bergoglio disse che “quando in una società c’è un cittadino senza tetto, un contadino senza terra e un lavoratore senza lavoro o senza dignità nel lavoro, quella è una società inaccettabile”. Quindi è rivoluzionario in questo senso, secondo l’ex presidente della Camera, perché “resiste all’aria del tempo che il capitalismo finanziario domanda”.

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