Caso Siri, Orlando: “Perché il governo dello spazzacorrotti non li mette alla porta? Conte non vuole chiarire”



Dopo le polemiche che sono seguite alla presentazione di  una mozione di sfiducia al governo Conte da parte del Partito democratico sul caso Siri, il Vice segretario dei dem Andrea Orlando ribadisce la determinazione ad andare in fondo alla questione. “Facciamo sul serio perché la vicenda è seria. Al di là dell’aspetto giudiziario il dato politico è che un sottosegretario, consapevolmente o inconsapevolmente, è tramite di una serie di richieste di interventi di modifica legislativa che avrebbero favorito gli interessi, nell’ambito dell’eolico, di una zona grigia fra mafia ed imprenditoria. Il governo che doveva nascere contro le lobby e affermare un nuovo corso vede interessi inquietanti incidere nella dinamica di governo”.

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Al centro dell’attacco di Orlando c’è il premier Conte, reo, secondo il deputato del Pd, di non essersi espresso con fermezza sulla vicenda: “Concentrarsi solo su Siri rischia di essere fuorviante, perché conta l’ambito di interessi che sembra gravitare intorno all’azione di questo governo e Conte non ritiene prioritario chiarire la questione. Doveva essere il governo degli spazzacorrotti, ma non pare particolarmente interessato a metterli alla porta”.

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Orlando allarga poi il discorso al tema dei contatti fra la Lega e pezzi di organizzazioni criminali, questione su cui il segretario Zingaretti ha sfidato Salvini facendo esplicito riferimento  al caso di Latina di cui si è occupato anche Servizio Pubblico. “Nuove forze che si sono imposte elettoralmente in modo impetuoso hanno costruito o no le condizioni di un’impermeabilità rispetto a interessi opachi?” domanda Orlando “il tema riguarda grande parte del Mezzogiorno, con liste civiche che compaiono a pochi giorni dalle elezioni per fare gli interessi che talvolta sono legati alle organizzazioni criminali. Il problema non può essere rimosso come ha fatto la Lega, parlando solo di immigrazione”.

La chiusa è sul tema dei rapporti fra il partito di Salvini e formazioni dell’estrema destra: “Ricollego il problema  a una peculiare norma inserita nel codice di autoregolamentazione delle candidature approvato dalla Commissione antimafia. Le persone che sono state sottoposte a condanna superiore ai 4 anni per violazione della legge Scelba, Mancino o d’istigazione all’odio razziale non vengono segnalate. C’è un disegno per sdoganare pezzi dell’estrema destra e portarli nel sistema politico in funzione di quel reclutamento che la Lega sta portando avanti in molte aree del Paese.

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