Deliveroo sponsor della Casaleggio, i rider: “Noi traditi da Di Maio per la cassaforte del movimento”



“Simbolo di una generazione abbandonata, vittime della precarietà”. Così li aveva definiti Luigi Di Maio all’inizio del suo mandato. E come primo atto da neoministro li aveva radunati attorno alla sua scrivania. Quasi un anno fa. Ma da allora poco o nulla è cambiato per i rider. Diritti e tutele non sono mai arrivati, una sorpresa  (amara) sì. Deliveroo, una delle piattaforme del food delivery con cui il Ministro del Lavoro ha provato invano, per mesi, a imbastire una trattativa, assieme a lavoratori e sindacati per strappare garanzie e tutele ai lavoratori del cibo, sarà uno degli sponsor del doppio evento sull’e-commerce organizzato dalla Casaleggio Associati  il 16 aprile a Milano e l’8 maggio a Roma, come ha rivelato un’inchiesta del Fatto Quotidiano.
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In pratica saranno tra i finanziatori dell’azienda che, a tutti gli effetti, è “la cassaforte del Movimento Cinque Stelle, il partito che esprime Di Maio” osserva Antonello Badessi.  Un cortocircuito? “Un conflitto di interessi” osserva Angelo di Riders Union di Roma, l’ennesima tegola caduta sul capo di una categoria di lavoratori che ai pentastellati avevano dato fiducia. “ Oggi Di Maio dice che vuole vederci chiaro. Non capiamo se è un gioco delle parti o se il movimento e la sua cassaforte sono passati sopra la testa del ministro. Certo è che meno di un mese fa è stata cassata la legge per i rider, e forse ora ci siamo dati un perché”. Il riferimento è agli emendamenti sui rider al «decretone» «reddito-quota 100», bocciati alla Camera a marzo scorso perché “inammissibili per materia”.

Ma la strada verso i diritti (mancati) era stata lastricata di buone intenzioni. Tutte abortite. Prima l’inserimento dei diritti dei fattorini nel decreto dignità, poi il passo indietro in favore di un tavolo di confronto con le aziende. Come Deliveroo, che parteciperà con una quota compresa tra i 5mila e i 10mila euro all’evento della Casaleggio. “Poco importa che che si tratti di finanziamenti esigui, il problema non è la quantità, ma cosa stai facendo, da che parte stai”, dice Antonello. ” Di Maio non ha intenzione di risolvere questa partita. Finché non ci darà prova del contrario,  avremo motivo di ritenere che anche lui è coinvolto in questa situazione”.

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