Legittima difesa, Flick: “Lo Stato dice ai cittadini ‘difendetevi da soli’. È la società della paura”



Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale, commenta la legge sulla nuova legittima difesa approvata dal senato lo scorso 28 marzo.
Le perplessità dell’ex ministro di grazia e giustizia del governo Prodi I sull’attuale situazione normativa sono molte: “Nel passato i casi di legittima difesa oggetto di contestazione in sede giudiziaria erano molto pochi, mentre la situazione attuale sembra aprire uno scenario del tipo “chi spara per primo”.

Così c’è il rischio di generare una sensazione di finta sicurezza in chi eccede i limiti di proporzionalità nel respingere l’offesa, perché pensa di non essere comunque processato. Senza contare che, in genere, le armi le sa usare molto meglio un ladro rispetto a chi è in casa a dormire”.

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La legge è stata fortemente voluta dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini: un cortocircuito che rischia di delegittimare le forze dell’ordine da chi ha il compito di coordinarne e indirizzarne l’attività? “Siamo nella società della paura, una percepita, che non dipende dalle condizioni oggettivi di allarme e sicurezza. È preoccupante che lo Stato ritenga di non poter garantire la sicurezza ai cittadini e dica ‘difendetevi da soli, io rinuncio a processarvi'” spiega il professor Flick “ma con questa legge saltano alcuni parametri fondamentali: il primo è la proporzione fra difesa e offesa, il secondo la valutazione di ogni situazione in concreto, caso per caso.

Il presidente emerito della Consulta analizza poi cosa cambierà sul reato di eccesso colposo di legittima difesa:  “Non ci sarà più un giudice a valutare le singole situazioni perché si dice che la difesa è sempre legittima. Può essere che uno si sia spaventato per un ombra, che il ladro stia scappando, tutti casi  che non vengono più valutati in concreto perché la situazione è quella fotografata in astratto da una legge che prevede la difesa come legittima”.

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