Come Papa Francesco trolla i sovranisti



Boldrini, spostati. Saviano, lévati. Lerner, eclissati. Il Nemico Pubblico Numero Uno dei sovranisti italiani è Papa Francesco. Non è un segreto che Steve Bannon, il Vermilinguo dell’Alt Right, abbia sussurrato nell’orecchio a Matteo Salvini che è il Papa è un antagonista da abbattere. Ma se lui si mette a farsi i selfie con la spilla “Apriamo i porti” (nella foto è con Don Nandino Capovilla, parroco a Marghera), allora significa che li sta sfidando. O meglio: evidentemente Papa Francesco ha capito che un politico che si fa la foto con il rosario è il primo pronto a sputarci sopra quando si tratta di speculare sui naufraghi in mare. E quindi scende in campo e risponde colpo su colpo.

Ecco perché periodicamente ricicciano le solite accuse nei confronti di Bergoglio. Come quella di essere amico dell’Islam per “superficialità, impreparazione, miseria culturale”, come ha detto Antonio Socci. O come quella di essere marxista, mossagli dalle colonne de Il Giornale. Fino a poco tempo fa le prefiche accompagnavano il tutto con il rimpianto dei bei tempi andati di Ratzinger, considerato il “vero Papa” di cui Bergoglio era l’usurpatore. Ora però anche Benedetto XVI è finito sul banco dei cattivi perché ha condannato la pedofilia nella Chiesa, e quelli che vogliono spiegare Dio al Papa sono rimasti senza idolo da riverire. Non ci sono più gli Emeriti di una volta!

E allora dàgli al buonista. Nei commenti su Facebook, dove si invita il Vaticano ad aprire le proprie porte ai profughi, anche se in effetti questo la Chiesa lo ha già fatto, togliendo così le castagne dal fuoco al governo sovranista all’epoca della Diciotti. Oppure nei cinguettii su Twitter, dove si invita la Chiesa a pagare le tasse anche se è stato lo stesso Bergoglio a dire che i conventi che si trasformano in hotel devono pagare il conto allo Stato. Il quale è stato invitato anche dall’Europa a far pagare ICI ed IMU alla Chiesa, ma finora non si è mosso per paura dei preti. Perché il vero sovranista imbruttisce ai naufraghi e riverisce i preti, no?

Ma il Papa, se si può dire, se ne frega. Va a recitare messe a Lampedusa, combatte il cambiamento climatico nell’ultima enciclica e incontra Greta Thunberg, apre alla possibilità di concedere l’eucaristia ai divorziati e non chiude persino del tutto la porta ai gay. Insomma, direbbero su internet che li sta trollando tutti senza pietà. E vista la rabbia con cui rispondono, si può anche dire che Troll is successful.

Animazione di Lapo Tirelli

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