Così Salvini dice che vuole più poliziotti ma poi non li assume



Pierluigi, Luca e Matteo sono tre allievi di polizia che hanno partecipato al concorso 1148. Si tratta di un concorso pubblico del 2017, il primo per la selezione di agenti di Polizia dal 1996. Con i requisiti del 2017 era sufficiente avere trenta anni non compiuti.

Il 27 ottobre 2017 viene pubblicata la graduatoria degli idonei alla prova scritta e alla fine del 2018 vengono avviati alle scuole 1600 allievi che avevano superato tutte le prove. Ma il ministro dell’Interno Matteo Salvini a gennaio 2019 emana un decreto che ha escluso tutti gli over 26 e cambiato anche i requisiti essenziali dei titoli di studio, con il risultato che almeno tremila persone (è un calcolo per difetto) si sono trovate di punto in bianco escluse dalla graduatoria. Questa è la loro pagina facebook.

E questo è accaduto nonostante gli aspiranti allievi avessero già superato la prova scritta e fossero così entrati nella graduatoria a scorrimento. La correzione effettuata dal ministro ad un concorso di due anni fa ha invece estromesso coloro che alla data del 1 gennaio 2019 avessero compiuto il ventiseiesimo anno di età e che non fossero in possesso di diploma di scuola secondaria di secondo grado.

Tra gli esclusi ci sono anche 61 idonei non vincitori che provengono dalle forze armate – qui rappresentati da Matteo – che oltre ad aver già superato tutte le prove di idoneità fisica hanno almeno 3 anni di carriera alle spalle. Pierluigi, Luca e Matteo raccontano la loro storia a Servizio Pubblico e chiedono a Salvini di essere coerente: visto che vuole più poliziotti per le strade, il primo passo è assumerli.

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