Salvini dichiara guerra alla nave di Casarini



Può mai un ministro dell’Interno dichiarare guerra alle Organizzazioni non governative e in particolare a una, armatrice di una nave che in queste settimane, perlustrando le acque di fronte alla Libia, sta salvando decine di vite umane?

È lo stesso Viminale che, annunciando la divulgazione di una direttiva «anti-Ong», precisa che ė «ancora più stringente e cucita addosso allaMare Jonio” di Luca Casarini». È incredibile che il ministro Matteo Salvini si lasci andare a commenti impropri su iniziative ufficiali che dovrebbero avere valore generale. «Considerato che gli interventi da parte di imbarcazioni private in determinate e circoscritte aree di mare, che si risolvono nel preventivato e intenzionale trasporto di migranti verso le coste europee, rilevato che – prosegue la direttiva ad personam – l’imbarcazione “Mare Jonio” nell’ambito di un precedente intervento in acque di responsabilità SAR non italiana non ha ottemperato alle istruzioni di coordinamento SAR delle Autorità estere legittimamente titolate ai sensi della vigente normativa internazionale, dispone di vigilare affinché il comandante e la proprietà della nave “Mare Jonio” si attengano alle vigenti normative nazionali e internazionali in materia di coordinamento delle attività di soccorso in mare, e rispettino le prerogative di coordinamento delle Autorità straniere legittimamente titolare».

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Proprio nelle ore in cui il presidente del Consiglio lancia l’allarme che con il tentativo di golpe (così lo ha bollato l’Onu) del generale Haftar dalla Libia potrebbero arrivare 800.000 migranti e profughi libici e i foreign fighters, i terroristi, il ministro Salvini dichiara guerra a una Ong che salva migranti e ribadisce la chiusura dei porti (gli alleati Cinque Stelle dissentono).

Se non fosse una sfida drammatica e irresponsabile di un ministro dell’Interno contro un’organizzazione umanitaria, si potrebbe archiviare la vicenda come un eccesso di protagonismo elettorale (le Europee si avvicinano). Proprio ieri mattina all’alba, la “Mare Jonio” è salpata da Lampedusa, diretta nelle acque SAR libiche. “Siamo salpati seguendo come sempre il faro della umanità e del rispetto dei diritti umani». Buona navigazione.

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