Il leghista che ama la Banda della Magliana



Diciamo subito che è l’esperto di dossieraggio della Lega in provincia di Modena. Che ha una lunga militanza nel Fronte della Gioventù e che poi alla fine del secolo scorso passò con i rautiani fino ad approdare adesso nella Lega di Matteo Salvini. Non è indagato nell’inchiesta sul dossieraggio e la corruzione, né aspira a diventare sindaco o consigliere comunale a Modena che, per la prima volta, a maggio, rischia di essere espugnata. Da roccaforte “rossa” a feudo leghista. E il primo cittadino dovrebbe diventare il leghista Stefano Prampolini.

Questo signore si chiama Stefano Vernole e davanti ai magistrati che lo interrogano così si rappresenta: «Sono un tecnico a disposizione del gruppo regionale della Lega Emilia-Romagna. In particolare mi occupo di raccogliere documentazione per predisporre atti ispettivi».

Prima di raccontare la storia di Vernole e della faida interna al Pd, c’è un’intercettazione che merita di essere ascoltata, letta e riletta per decifrare lo spessore etico e politico delle stesso Vernole. Intercettato al telefono disse: «Io sono come quello della Banda della Magliana, quello che riciclava tutto quello che rubavano, dammi tutto, pure il fumo, riciclo pure il fumo (sorride). Senti, là i condizionatori in Russia non sai niente lì quella storia là…no, le cose elettriche quella è la moglie del Muzzarelli ( Giancarlo Muzzarelli sindaco di Modena, ndr) che è nervosissimo)».

Chissà se davvero sono le fiction sull’epopea criminale italiana (da Gomorra a Suburra e Romanzo Criminale) che producono “guasti” mentali così profondi. Comunque la pensiate, il nostro De Pedis in piccolo sta lavorando per espugnare Modena e consegnarla ai “barbari”di Pontida.

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Se noi possiamo raccontare questa storia il merito è di un giornale On-Line, “La Pressa”, che si ritrova stritolato tra un Pd sempre governativo e una opposizione della Lega che tenta di fare cappotto. E c’è una procura che indaga il quotidiano on-Line per fuga di notizie. Mentre l’inchiesta seria si chiama “Mangiafuico” e ipotizza i reati di concussione, corruzione, dossieraggio. Tra gli indagati, il vice sindaco Pd di Carpi, Simone Morelli, il leghista Stefano Soranna.

È una storia, per dirla con il comandante dei carabinieri Alessandro Iacovelli, «di malaffare, malversazioni, di commistioni tra pubblica amministrazione, imprenditori privati e clero». Il riferimento è al Vescovo di Carpi. Stefano Vernole è un ex missino rautiano, uno di quelli che manifestava con la keffiah su posizioni antiamericane e anticapitaliste. Che è poi finito a scrivere su una rivista, “Eurasia”, in odore di antisemitismo e negazionismo solo perché ha ospitato un testo di Lorenzo Salimbeni, ritenuto appunto un negazionista mentre lui stesso non si riconosce su queste posizioni: «Denuncio soltanto l’uso strumentale che viene fatto della shoah».

Dunque c’è un oppositore del Pd al sindaco di Carpi, Bellelli, che chiede aiuto a Vernole per confezionare dossier contro il primo cittadino da diffondere ai giornali locali per metterlo fuori gioco e potersi così candidare lui a primo cittadino. E l’oggetto di questa campagna diffamatoria – che lui “vuole uccidere politicamente il sindaco Belleli” – è l’acquisto di un appartamento in via Battista da parte del sindaco, appartamento che intesta alla moglie. Il 19 novembre scorso il vicesindaco Morelli parla con il leghista Vernole. Morelli: “Risponde al vero che è intestato alla moglie…Giulia Testi..”.

Vernole: “Sì, lo so, lo so ho anche l’indirizzo”.
Morelli (sorride): “È centro storico quindi stiamo parlando di appartamento di lusso. Quindi non è un problema”.
Vernole: «Ti stai divertendo, va bene.. così la chiudiamo in settimana, di sicuro”.
Morelli: ”poi ti faccio arrivare un’altra ancora più dettagliata così ti diverti ancora di più .
Vernole: “Si certo fammi avere tutto che io porto avanti tutto”.

Il fabbricatore di dossier della Lega racconta del business dei condizionatori in Russia. Morelli chiede ulteriori delucidazioni sulla moglie del sindaco di Modena: “ Lei – risponde Vernole – è in una società legata alla CPL, non so se te la,ricordi. Questa praticamente fa anche materiale elettrico è praticamente mi dicono che avesse partecipato a una gara per generatori elettrici in Russia dove però questi hanno fatto del casinò… non so che casinò hanno combinato”.

Dunque il dossier sulla casa del sindaco. Interrogato, Vernole ammette: sì, Morelli mi parlò dell’acquisto dell’appartamento da parte del sindaco Bellelli in un comparto dove poi è sorto un centro commerciale, a cui era interessato l’imprenditore Buccarelli. Che per ottenere le autorizzazioni vendette in cambio a sottoprezzo un appartamento al sindaco».

Che l’incontro tra il vice sindaco Pd Morelli e il leghista Vernole fosse solo di “malaffare” nel senso che non nascondeva nessuna operazione politica ma solo un tentativo di infangare il sindaco Pd Bellelli, lo dice chiaramente Vernole ai magistrati: “Escludo che Morelli potesse contare su una eventuale alleanza con la Lega perché le indicazioni di Salvini a livello nazionale sono di non fare nessun tipo di alleanza con persone che provengono da area Pd”. Ma quando si tratta di dossier e malaffare non c’è tessera in tasca che tenga.

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