La guerra dei mondi: Virginia Raggi in lotta contro i Poteri Forti che controllano Roma



Nei primi anni del XXI secolo nessuno avrebbe creduto che la Capitale d’Italia fosse osservata da intelligenze più evolute della nostra. Che mentre i romani erano impegnati nella vita di tutti i giorni, qualcuno li studiasse, li analizzasse – con la stessa precisione con la quale l’uomo scruta al microscopio le creature effimere che brulicano e si moltiplicano in una goccia d’acqua.

Con infinito compiacimento, la sindaca percorreva il Grande Raccordo Anulare in lungo e in largo, fiduciosa del proprio dominio sul Campidoglio.

Eppure, attraverso la volta dello spazio, intelletti vasti e freddi e ostili guardavano alla Città Eterna con occhi invidiosi. E lentamente e indisturbati ordivano i loro piani contro di noi.

All’inizio vennero i Flambus, ma si pensò che fosse colpa delle amministrazioni precedenti. Poi fu la volta dei roghi di cassonetti e dei falò di TMB. E lì le nostre certezze di cittadini romani del XXI Secolo cominciarono a vacillare.

Ma quello che ci fece capire tutto furono le scale mobili. Che cominciarono a rompersi una per una finché la Metropolitana di Roma non divenne altro che un luuuungo treno regionale senza soluzioni di continuità da Anagnina a Battistini.

E l’immondizia che traboccava dai cassonetti, senza alcuna intenzione di differenziarsi o raccogliersi da sé, perché evidentemente voleva fare un dispetto alla sindaca.

Finché non arrivarono a mangiarsela i gabbiani, che però così smisero di ingozzarsi di topi, i quali a quel punto si misero in lista per una casa popolare perché nelle tane non entravano più.

Fu a quel punto che i Poteri Forti atterrarono al Circo Massimo e presero il controllo dell’intera città (a parte i tassinari, ‘ché con quelli è impossibile per tutti). Moltiplicarono le buche con il loro raggio cosmico.

Cominciarono a costruire Stadi della Roma in ogni quartiere. Aprirono il più grande accampamento Rom dentro al Colosseo. E lo circondarono di frigoriferi. Fecero anche cadere tutti gli alberi del lungotevere ma lì i romani non si accorsero di niente perché il traffico, inspiegabilmente, era migliorato.

Ma proprio quando la situazione sembrava disperata, ma non seria, arrivò Lei. Prima nominò 47 assessori. Poi collegò la funivia alle piste ciclabili. Lanciò il rocchetto di nichel che fece scivolare i Poteri Forti che caddero rovinosamente a terra e vennero attaccati dalle pecore tosaerba e dai cinghiali. Lì videro le brutte, salirono sulle astronavi e se ne tornarono a casa loro. Come gli immigrati.

Roma era salva.

(Credits: la prima parte del pezzo è un riadattamento del trailer di La guerra dei mondi di Steven Spielberg, tratto dal romanzo di H. G. Wells che venne utilizzato da Orson Welles per il famoso programma radiofonico che terrorizzò l’America perché era talmente realistico che molti pensarono che si stesse raccontando una vera invasione aliena)

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