Agcom: c’è un overdose di Salvini nei tg e nessuno è immune



C’è troppa Lega in tv. Non è solo un impressione: a certificare la sovraesposzione nei telegiornali di Salvini e del suo partito rispetto alle opposizioni e agli stessi alleati di governo, è l’Agcom che, dopo aver analizzato i dati sulla copertura informativa della campagna elettorale per le europee del 26 maggio, ha spedito a Rai, Mediaset, La7 e Sky un ordine di immediato riequilibrio per garantire la parità di trattamento tra i soggetti politici.
Le testate finite sotto la lente dei commissari sono cinque: Tg1 e Tg2 per il servizio pubblico, Tg 5 per il Biscione, il Tg La7 e Sky Tg 24. Tutte, seppur con sfumature diverse diverse, accomunate da una copertura viziata da squilibri relativi sia al tempo di parola, quello in cui un soggetto politico o istituzionale parla alle telecamere, sia al tempo di notizia, ovvero il tempo dedicato dal giornalista a un argomento riferibile a un soggetto politico o istituzionale. Squilibri che, con sfumature e dosaggi differenti, hanno un segno comune: la presenza esondante e ingiustificata del partito di Matteo Salvini e dell’esecutivo di cui fa parte negli spazi informativi dell’emittenza pubblica e privata.

Per il Tg1 e Tg2 l’avvisaglia si era avuta già lo scorso mese, quando l’Autorità aveva inviato alle testate dirette da Giuseppe Carboni e Gennaro Sangiuliano due note di richiamo che intimavano a garantire una più equa rappresentazione di tutte le forze politiche. Richiami che, evidentemente, non hanno sortito gli effetti sperati. Analizzando i dati sui notiziari forniti da Geca Italia s.r.l. emerge infatti che il Tg1, nel periodo compreso fra il 22 aprile e il 5 maggio 2019 ha garantito alla Lega ben il 30,03% del tempo di notizia complessivo su tutte le edizioni e il 28,40% limitatamente alle edizioni principali. Un dato ampiamente sovrastimato rispetto all’effettiva “consistenza nelle assemblee elettive” che è indicato dall’articolo 8 della delibera 94/19/CONS come il principio cardine a cui ispirare una copertura informativa equilibrata. Allo stesso modo il governo, nel periodo di riferimento, ha raccolto sul Tg1 il 25,81% del tempo totale di notizia in tutte le edizioni, che sale al 25,90% in quelle principali.

Un dato che rischia di strappare al direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano lo scettro sovranista fra i direttori del servizio pubblico: il Tg2 infatti, pur vittima di overdose informativa in favore della Lega puntualmente censurata da Agcom, si ferma al 25,33% del tempo totale di notizia in tutte le edizioni, che scende al 24,25% in quelle principali. Significativi anche i dati sulla sullo spazio accordato al governo, che dopo aver toccato nella settimana dal 22 al 28 aprile il picco del 29,46% nelle edizioni principali, nel più ampio intervallo dal 22 aprile al 5 maggio scende al 21,87% in tutte le edizioni e al 21,40% nelle edizioni principali, segno di un tangibile cambio di rotta nell’ultima settimana. Anche se, da questo punto di vista, i più allarmati dovrebbero essere proprio i 5 stelle: se lo spazio dedicato alle opposizioni viene fatto salire comprimendo le quote del governo e lasciando immutata l’iperrapresentazione del Capitano a farne le spese rischiano di essere le truppe di Luigi Di Maio.

Pure sul Tg5 sembra soffiare il vento di Visegrad. Qui l’Agcom evidenzia “il persistere nei notiziari di una situazione di criticità”, questa volta in favore di Fratelli d’Italia: nella settimana dal 29 aprile al 5 maggio il partito della Meloni ha goduto di spazio eccessivo, con il tempo di parola che ha toccato il 9,63% e il tempo di notizia il 6,10% del totale, mentre i suoi rappresentanti  eletti sono appena il 5,14% del totale. Nessuno spazio, invece, è stato concesso alle nuove liste ammesse alla seconda fase della campagna elettorale, ovvero entrate in partita dopo il 21 aprile 2019, stessa contestazione che viene mossa anche al Tg La7. Ma non è l’unica: dopo una prima nota di richiamo del 24 aprile, inascoltata a giudicare dagli esiti, anche il telegiornale diretto da Enrico Mentana ha ricevuto oggi l’ordine di immediato riequilibrio, dopo che nel periodo dal 22 aprile al 5 maggio l’occupazione dalla Lega ha ampiamente superato i livelli di guardia con il 32,38% sul tempo di parola e una percentuale monstre del 38,83% sul totale dei tempi di notizia.

E SkyTg 24? Dopo l’ubriacatura della settimana fra il 22 e 28 aprile, che ha visto la Lega raggiungere il 32,82% del tempo di parola complessivo destinato ai soggetti politici e una percentuale quasi nordcoreana del 44,55% sul tempo di notizia, ingollando di fatto Forza Italia (ferma rispettivamente al 8,83% e 2,46%), si è assistito a uno sforzo di riequilibrio anche per “risarcire” un M5S sottostimato al 23,40% e calmierare il Pd, in precedenza sovrastimato al 23,40%. Così, se si considera sempre il periodo di riferimento fra il 22 aprile e il 5 maggio, vediamo la Lega scendere al 28,25% 37,77% del tempo di notizia. Spazi comunque ampiamente sovradimensionati, come quelli concessi governo: con un tempo di parola del 29% e un tempo di notizia pari al 31,17%, l’esecutivo gode di un’attenzione senza precedenti. A confermare che, quando si parla di informazione sui tg, che sia di lotta o di governo, Salvini è l’asso pigliatutto.