Alla ricerca dello SPID: l’odissea di un cittadino digitale



Il digitale e l’on line ci semplificano davvero la vita? Marco Mele ci racconta la sua personale odissea per ottenere il codice SPID, acronimo che indica il sistema pubblico di identità digitale. Un codice che non è emesso dal Comune, né dal Ministero dell’Interno, come erroneamente si potrebbe pensare, ma da otto soggetti privati a cui si aggiungono le poste.

Lo SPID è essenziale, indispensabile per ottenere online i certificati dal Comune di Roma, ma c’è un problema: chi rilascia lo SPID deve prima riconoscere l’identità digitale del richiedente, e questo può essere fatto a 14,90 euro + iva con la webcam a distanza o a 5 euro presso uno degli sportelli convenzionati.

Si tratta, tuttavia, solo del primo passo di una lunga trafila che costringe il cittadino a inserire più e più volte i propri dati personali, costringendolo a pellegrinaggi digitali (e anche fisiche) che nel caso dell’autore della rubrica “L’occhio digitale” sono durate per ben 7 giorni.

Per poi scoprire una scomoda verita: e se il web, in alcuni casi, anziché semplificare la vita del cittadino la complicasse?