Totoeuropee, Ardeni: “L’astensione sarà decisiva. Alleanza Pd-M5S post voto? Un suicidio”



Pier Giorgio Ardeni, presidente dell’Istituto Cattaneo, commenta la volata verso le elezioni europee di domani ponendo l’accento sul tema dell’affluenza. “Un dato importante sarà quello dell’astensionismo” commenta il docente di scienze economiche all’Università di Bologna “le ultime elezioni di 5 anni fa hanno visto la partecipazione del 53%, mentre quest’anno i sondaggi danno l’affluenza sotto al 50. È il dato che ci dirà quanto le persone hanno risposto all’appello per votare per l’Europa”.

A distinguere queste elezioni da quelle del 2014, secondo Ardeni, è la natura stessa del voto:

“Sarà un’occasione per gli elettori di esprimere un voto puramente politico. Il M5S sarà il partito più esposto, il cui risultato dipenderà maggiormente dall’affluenza, essendo un voto di protesta o adesione antipartitica. Allo stesso tempo dall’affluenza dipende il risultato del Partito Democratico,  il partito che più ha rappresentato una certa idea di Europa anche nell’elettorato di sinistra. Non basta dire ‘siamo europei’, bisogna dire ‘quali europei siamo, che europa vogliamo’“.

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Ardeni indica poi le soglie percentuali al di sopra delle quali i partiti potranno considerarsi soddisfatti del risultato elettorali:

“La Lega potrà dirsi soddisfatta sopra al 30%, il M5S sarà molto soddisfatto sopra il 25% e comunque contento di stare sopra il PD, che può dirsi felice di stare sopra al 20%. Forza Italia, se la perdita è contenuta, può dirsi soddisfatta, anche se il suo risultato va visto in rapporto a quello della Lega. Per gli altri il risultato soddisfacente è il superamento della soglia del 4%.”

La chiosa è per gli scenari post-voto:

“Se la Lega esce dalle urne molto forte la tentazione può essere quella di prendersi la guida di governo” spiega Ardeni “se la negoziazione non dovesse andare a buon fine si andrebbe a elezioni. Ma questo succederebbe dopo l’estate, sotto finanziaria, e sicuramente Mattarella non accetterà una situazione del genere. Un’alleanza Pd – M5S? Non è pensabile nell’attuale legislatura, sarebbe un suicidio per entrambi”.

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