Bonaga: “Alleanza col M5S? Il Pd ha già sbagliato una volta. Basta indugi, ora passi all’azione”



“La posta in gioco di queste elezioni è in mano ai cittadini, ma non solo nel voto. Bisogna smettere di sperare nella delega ai politici e rimboccarsi le maniche. Di fronte a un’Europa in preda a una deriva d’odio ogni cittadino deve impegnarsi in prima persona e domandarsi quali sono le condizioni per la sua felicità”.  Stefano Bonaga, filosofo e docente di antropologia filosofica all’Università di Bologna, fa il punto sull’Europa chiamata al voto per eleggere il nuovo Parlamento di Strasburgo e sottolinea come, al di là dei meccanismi della democrazia rappresentativa, sia necessario fare un passo in avanti verso la riconquista di una dimensione di partecipazione dei singoli.

“La composizione parlamentare influisce certamente sulla situazione dell’Europa ma non al punto di risanarne i problemi  se, accanto ad essa non recuperiamo una presenza attiva dei cittadini, i quali  dovrebbero chiamarsi citoyennes, alla francese: porsi il problema del proprio essere al mondo e non solo delegare. E invece siamo ancora all’identificazione col capo, col modello, col partito.”

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Poi Bonaga dà una stoccata alla sinistra, incapace, finora, di mettere a frutto quelle energie che pure sono presenti sul territorio e aspettano solo di essere canalizzate. “Mi sembra che nel Pd siamo ancora nella fase di adesione a un’identità e che si sia solo allargato il campo, piuttosto che passati all’azione. Dopo la seconda guerra mondiale, in 15 anni siamo arrivati al boom economico, sul territorio c’erano le sezioni di partito, le parrocchie. Oggi la società liquida ha bisogno molto di più di corpi intermedi. Serve un partito solido, che non vuol dire burocratizzato, ma capace di solidificare la società: darle potenza, dignità, attività alla società, non ridurla a consumatori di servizi”.

E su un’ipotetica alleanza del Pd e M5S in funzione anti Lega, “Avrebbero dovuto farlo già il 4 marzo”, dice il filosofo, che dice di  rincara: “Posso capire che il Pd non si sbilanci prima del voto ma dopo dovrà necessariamente trovare degli alleati per riconquistare la società, e di certo non sono la Lega o Forza Italia”.

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