Casal Bruciato, sit in contro lo sfratto: “Ma quale ‘Prima gli italiani’, qui siamo tutti ‘poracci’. Dateci più case popolari”



Il caso di Maria Pia riaccende i riflettori su Casal Bruciato, periferia est di Roma, teatro nei giorni scorsi di tafferugli per l’assegnazione di una casa popolare a una famiglia di etnia rom con Casapound in prima linea. Stavolta, a rischiare lo sfratto, che poi in giornata è stato bloccato dall’Ater e rinviato al prossimo 4 luglio, è una signora di 80 anni, invalida con diverse patologie e con gravi difficoltà economiche, che in seguito al presidio di solidarietà indetto da Asia Usb e alle proteste ha ricevuto nel pomeriggio anche la visita della sindaca Raggi.

Secondo quanto riferisce la nipote della signora, i militanti di Casapound  avrebbero dovuto mobilitarsi anche per Maria Pia che li aveva allertati, ma poi, vista la presenza del sindacato, hanno rinunciato per manifestare in un altro quartiere.

“Io abito qui da quando sono nato e la destra non si è mai occupata dei problemi dei poveracci” dicono intanto gli abitanti riuniti nel cortile per non far sentire sola Maria Pia. “Episodi contro i rom come quelli delle scorse settimane sono solo strumentalizzazioni e, fatalità, Casapound si  presentata quando si tratta di cacciare una famiglia rom. La verità è che mancano le case popolari e non c’è volontà politica di costruirle”.